Stazione Centrale, linea MM2. L'aria è quella densa di un mattino qualunque, tra valigie che rotolano e turisti con lo sguardo perso. È l'inizio di un'altra battuta di caccia. Non con fucili, ma con telefoni e telecamere. L'obiettivo: le borseggiatrici che infestano le linee sotterranee della città. Ragazze vestite esattamente come tutte le altre: jeans, felpe, gonne matita al ginocchio, sneakers, capelli raccolti e curati. Niente gonnelloni colorati, niente stereotipi da film. Sono diventate furbe. Si confondono perfettamente tra le studentesse e le turiste. Ma il movimento è quello: troppo lento, troppo vicino, gli sguardi che scandagliano zaini e borse.
Scendono a Garibaldi, MM2. Sanno di essere filmate. Accelerano il passo, si infilano in una toilette della stazione metropolitana per nascondersi. È il loro rifugio temporaneo. Ma il gruppo non le molla. Restano fuori, documentano. E qui succede: dalla toilette vola addosso a loro del detersivo liquido. Un gesto di stizza, di sfida. Il liquido schizza sui vestiti e sulle scarpe. L'odore chimico si mescola a quello della metropolitana.
Il «gruppo» è quello formato da Sergio Flores, Max Bastoni, Gabriel Corasaniti, Matthia Pezzoni e Manuela Bresciani - attivisti lombardi di «Futuro Nazionale» di Roberto Vannacci - Loro queste ragazze le conoscono bene. «Per loro è un lavoro», commenta Matthia che le segue dal 2016 armato di telecamera e che queste ragazze riconoscono come «nemico giurato». «Vanno a mangiare insieme, pausa pranzo, poi riprendono. Come impiegati con la timbratura». Organizzate, mobili, arrivano da altre città. Una squadra professionale del furto con destrezza. Il limite tra borseggio e rapina è sottile, e loro lo sanno bene.
Intanto, non sono le sole. Nei corridoi si muovono anche i ragazzi sudamericani: auricolari alle orecchie, aria da pendolari distratti. Più aggressivi, più violenti. Un'altra banda che sta crescendo. Il pericolo si è evoluto.
La tensione sale. Qualche insulto vola. Qualcuno ricorda episodi passati: estintori spruzzati in banchina, minacce. Ma oggi il gruppo non è solo. Arrivano i militari e la Polmetro. Le forze dell'ordine intervengono rapide. Le borseggiatrici vengono condotte fuori dalla metropolitana per l'identificazione. Per qualche ora la linea sarà un po' più pulita. Un piccolo sollievo, un palliativo. Tutti sanno che domani, o tra poche ore, saranno di nuovo lì. Le leggi blande le rimettono subito in circolazione.
Matthia, 37 anni, lavora in un fast food ma dedica il tempo libero a questo. «Ho iniziato vedendole rubare.
Da lì non ho più smesso, ho affiancato anche Valerio Staffelli a Striscia la notizia».Mentre i militari scortano le ragazze fuori, il gruppo si guarda. Piccola vittoria di una mattina. Ma la guerra è lunga. Milano continua a correre sotto i loro piedi, ignara o rassegnata.