Un nuovo inatteso sviluppo si aggiunge al complesso caso della morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi, 50 anni e della figlia 15enne Sara Di Vita, 15 anni, decedute a cavallo tra il 27 e il 28 dicembre 2025 a Pietracatella (Campobasso): Arturo Messere, avvocato penalista che aveva assunto l’incarico di difensore di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime, ha infatti deciso di rassegnare le dimissioni.
Il legale, al fianco del proprio assistito anche nel corso dell’interrogatorio-fiume di oltre 10 ore a cui era stato sottoposto dagli inquirenti negli uffici della questura insieme alla figlia 19enne sopravvissuta Alice, non ha rilasciato dichiarazioni chiarificatrici circa l’origine della sua scelta di rinunciare all’incarico, limitandosi a parlare di “motivi contingenti” e precisando di non poter aggiungere ulteriori dettagli. Non si conosce ancora l’identità del legale che prenderà il suo posto, ma in queste ore sta prendendo quota il nome di Vittorino Facciolla.
Questa improvvisa decisione, comunicata nel corso della mattinata di oggi, venerdì 10 aprile, al suo oramai ex assistito, ha fatto nascere il sospetto che dietro di essa ci possa essere una svolta nelle indagini sul caso.
Inizia infatti a prendere sempre più piede il sospetto che non si sia trattato di un avvelenamento casuale, bensì di un duplice omicidio premeditato e realizzato con la somministrazione di ricina, proteina appartenente alla famiglia delle lectine presente nei semi della pianta di ricino potenzialmente letale nonché complessa da individuare. Questo nonostante il fatto che tramite il suo legale, dopo essere stato sotto torchio per ore, Gianni Di Vita avesse dichiarato di avere “la coscienza a posto”.
Nel frattempo gli investigatori della Squadra Mobile proseguono con le indagini, cercando di ricostruire le probabili modalità di assunzione del veleno da parte delle due vittime: appare probabile che ciò si sia verificato con l’ingerimento dei pasti consumati da madre e figlia tra il 23 e il 24 dicembre, vale a dire poco prima del malore poi risultato fatale avvenuto la mattina di Natale, un’indagine resa complessa dal fatto che i residui di cibo, già smaltiti da tempo, non siano più analizzabili. Si attendono ora i risultati delle perizie tossicologiche e autoptiche richieste dai magistrati, che dovrebbero essere a disposizione a fine mese.