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Cronaca nera

In Rete video a luci rosse di minori: arrestati in 17

Sgominata un’organizzazione criminale transnazionale dedita alla diffusione online di materiale pornografico con numeri da capogiro

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È stato grazie la lavoro sotto copertura andato avanti per un anno di un agente italiano che una vasta operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, ha sgominato un’organizzazione criminale transnazionale dedita alla diffusione online di materiale pornografico con numeri da capogiro: oltre 22mila video, 34mila immagini e 282,9 gigabyte di materiale illecito. Un giro che ha portato all’arresto di 17 persone. Giovanissime le vittime, che avevano dai 4 ai 10 anni. Giovani anche alcuni degli amministratori finiti in manette, che inizialmente erano interessati ai giochi on line e poi hanno cambiato mire creando una sorta di comunità online privata, strutturata e organizzata, con rigorose regole, composta da oltre mille partecipanti. Si accedeva attraverso un link dedicato, finalizzato a reclutare nuovi utenti, e per rimanere nella comunità era necessario pagare in criptovaluta modiche somme di denaro che venivano definite «donazioni», dai 3 ai 9 euro mensili, o condividere nuovo materiale di pedopornografia.

«Un commercio indegno di minori», per il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, che ha paragonato l’organizzazione a una società multinazionale con figure chiave che svolgevano funzioni di amministratore. Il gruppo, nato nel 2020 e organizzato e gestito in Italia, si è sviluppato sui canali Telegram ma aveva contatti con soggetti di ogni parte del mondo che garantivano importanti introiti economici. I cinque amministratori, 4 italiani e uno svizzero tra i 22 e i 28 anni, erano noti tra gli utenti con lo pseudonimo «Re». Per scongiurare il pericolo di essere monitorati dalle forze dell’ordine usavano canali privati esclusivi per lo scambio informativo ed organizzativo. In particolare c’era una sorta di camera virtuale denominata «La Sala dei Re», a sottolineare il contesto di potere nel quale gli amministratori ritenevano di operare. I partecipanti della comunità on line ricevevano dagli organizzatori supporto diretto e costante, anche attraverso la messa a disposizione di risorse informatiche necessarie a garantire l’anonimato e a custodire il materiale illecito, anche in forma criptata, per impedirne la perdita.

Determinante il lavoro sotto copertura dell’agente che nel corso di un anno è riuscito a creare un rapporto fiduciario con gli amministratori fino ad ottenere un accredito da «co-amministratore».

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