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Cronaca nera

Insegue 92enne fino a casa poi la getta a terra e la rapina

Il 27enne romeno è stato fermato ieri pomeriggio in via Idro e identificato grazie alle immagini delle telecamere dello stabile nel quartiere di Crescenzago

Aggressione brutale L'uomo ha seguito l'anziana nell'androne, l'ha buttata a terra per poi strapparle la catenina

È stato fermato dalla Polizia di Stato un romeno di 27 anni, ritenuto responsabile della rapina ai danni di una donna italiana di 92 anni, avvenuta il 29 settembre scorso a Crescenzago. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe seguito l’anziana fino all’ingresso di casa, per poi spingerla alle spalle, farla cadere a terra e strapparle la catenina che portava al collo. L’indagine, condotta dagli investigatori del commissariato Villa San Giovanni, è partita dalla denuncia presentata dal figlio della vittima. L’analisi delle immagini delle telecamere dello stabile e di alcuni esercizi commerciali della zona ha consentito agli agenti di ricostruire i movimenti dell’uomo e di individuarne caratteristiche fisiche e tatuaggi. Le ricerche, anche attraverso i servizi antirapina disposti dalla Questura, si sono concentrate in una zona ritenuta frequentata dal sospettato. Ieri, intorno alle 16.30, il 27enne è stato individuato nei pressi del percorso ciclopedonale di via Idro. Accompagnato in commissariato per l’identificazione, è stato successivamente sottoposto a riconoscimento fotografico da parte della vittima, che lo avrebbe indicato come l’autore della rapina.

«Ci troviamo di fronte ad un crimine odioso compiuto nei confronti di una donna completamente indifesa. Ecco, dopo 15 anni di amministrazioni di centrosinistra, le periferie totalmente abbandonate ed in mano a delinquenza e criminalità, non fanno sconti nemmeno alle categorie più fragili, in questo caso agli anziani - attacca Riccardo De Corato, deputato Fdi ed ex vicesindaco - Chiedo che nei confronti del cittadino romeno, una volta accertata la sua colpevolezza, venga applicato il massimo della pena».