La madre di Andrea Sempio, Daniela Ferrari, è stata dimessa dal reparto di rianimazione e si trova ora in quello di psichiatria, dove rimarrà qualche giorno. È stata ricoverata in codice giallo per l'ingestione eccessiva di farmaci per un tentato suicidio, così come comunicato dagli avvocati dell’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. “Le cambieranno terapia farmacologica, non è lucidissima. Dovrebbe rimanerci una settimana o dieci giorni, sempre che accetti di restare ricoverata. Anche Andrea le ha detto: non è che non ti vogliamo a casa, ma sarebbe meglio seguire i dottori”, ha dichiarato l’avvocato Angela Taccia, storico legale di Sempio, in un’intervista rilasciata a La Repubblica.
Andrea Sempio, dice Taccia, “è incazzato. I toni mediatici non si placano nemmeno di fronte a un ricovero di una madre. E i social sono la fogna delle fogne”. L’attacco ai mondo dei social in queste ore si è fatto veemente, è stato accusato da più parti di essere la causa della decisione della signora Ferrari e di parte del malessere vissuto dalla famiglia Sempio nell’ultimo anno, da quando è stata resa notizia della riapertura dell’indagine da parte della procura di Pavia per l’omicidio di Garlasco. “Ho visto le dichiarazioni degli avvocati di Alberto Stasi, mi sembra triste che offrano solidarietà, come fosse un dovere, per poi ricordare la morte di Nicola Stasi, il papà. Non è una gara a chi soffre di più, questa. Tutti i dolori meritano rispetto”, ha proseguito l’avvocato, riprendendo le parole dei legali Antonio De Rensis e Giada Bocellari a Zona Bianca, su Rete 4, lo scorso mercoledì.
A indurre la signora Ferrari a tentare il suidicio, riferisce Taccia, sarebbero state “tante cose”, anche “il gossip per la presunta storia con il pompiere, nonostante lei, anche nelle intercettazioni, dica che si tratta soltanto di falsità. E poi un po’ tutta questa narrazione per cui tutto quello che dice Sempio va messo in discussione, che è una famiglia di bugiardi cronici e lui un assassino designato”. Le critiche nei suoi confronti si sono però acuite dopo che è stata resa pubblica la serie di lettere al vetriolo scritte ad Alberto Stasi quando si trovava in carcere: “È una persona genuina e in quel momento era una madre arrabbiata. Ognuno reagisce a modo suo.
Forse avrà sbagliato ma in famiglia Sempio dicono sempre ciò che pensano, pure i dubbi sulla condanna a Stasi”. Intanto l’indagine prosegue e la procura ha deciso di prendersi tutto il tempo a sua disposizione, fino a fine settembre, per completare il lavoro prima di avanzare la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio.