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La moto guidata dall'agente Imprezzabile viaggiava a circa 180 chilometri orari: cosa sappiamo sulla dinamica

Cosa emerge dai primi accertamenti sull’incidente costato la vita all’agente 39enne della Polizia locale di Milano, morto mentre inseguiva un’Audi Q8 e-tron Sportback che non si era fermata all’alt

La moto guidata dall'agente Imprezzabile viaggiava a circa 180 chilometri orari: cosa sappiamo sulla dinamica
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La moto guidata da Francesco Imprezzabile viaggiava a circa 180 chilometri orari. È quanto emerge dai primi accertamenti sull’incidente costato la vita all’agente 39enne della Polizia locale di Milano, caduto lunedì sera in via Milano, nel territorio di Peschiera Borromeo, mentre inseguiva un’Audi Q8 e-tron Sportback che non si era fermata all’alt.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi istanti dell’inseguimento, iniziato intorno alle 21.30 nella zona di Ponte Lambro e proseguito per circa due chilometri. Nel punto esatto in cui Imprezzabile ha perso il controllo della moto non risultano presenti telecamere di sorveglianza. La caduta sarebbe avvenuta dopo una curva a sinistra. Le immagini acquisite dagli inquirenti documentano invece una fase precedente. La moto dell’agente avrebbe affiancato il suv e Imprezzabile avrebbe intimato l’alt al conducente. Subito dopo l’Audi avrebbe accelerato, dando il via alla fuga. Il mezzo era stato giudicato sospetto dal “pattuglione” impegnato nei controlli, composto da tre motociclette della Polizia locale, una volante del commissariato Mecenate e una pattuglia della Polizia stradale. Sull’Audi Q8 e-tron Sportback, presa a noleggio, viaggiavano quattro persone.

In base ai primi rilievi, non sarebbero emersi segni compatibili con uno speronamento. Imprezzabile avrebbe perso autonomamente il controllo del mezzo mentre procedeva ad alta velocità. Alla guida del suv c’era un 27enne di origini albanesi. Dopo l’incidente il giovane aveva fatto perdere le proprie tracce, ma è stato identificato e rintracciato nel giro di poche ore: gli agenti lo hanno bloccato martedì mattina a Monza, nell’appartamento di un amico – anche lui a bordo dell’Audi – che vive sullo stesso ballatoio di una casa di ringhiera.

Il 27enne avrebbe riferito che, dopo aver appreso della morte dell’agente, stava pensando di costituirsi. "Chiedo scusa allo Stato italiano. Chiedo scusa ai famigliari dell'agente e vorrei fare qualcosa per loro", le sue parole riportate da SkyTg24. Per lui è stato disposto il carcere con l’accusa di fuga pericolosa. Risulta inoltre indagato a piede libero per omicidio stradale. Non è stato sottoposto agli esami tossicologici perché, in base a quanto emerso, non c’erano le condizioni per poterli eseguire.

Assistito dall’avvocato Fabrizio Cardinali, il conducente ha ammesso di non essersi fermato all’alt. Ha spiegato di avere con sé pochi grammi di hashish e di avere accelerato perché non voleva "guai", essendo già sottoposto all’obbligo di firma per un’altra vicenda. Il 27enne ha però negato di avere urtato la moto o di essersi accorto della caduta dell’agente. "Non l'ho visto cadere e non sono andato contro nessuno", ha dichiarato agli investigatori. La stessa versione è stata ribadita durante il colloquio con il suo difensore nel carcere di San Vittore. "Io non l'ho toccato. All'alt ho accelerato e ho superato altre macchine. Non ho più visto nessuno. Non mi sono accorto di nulla", quanto raccontato dal giovane al legale. L’avvocato Cardinali lo ha descritto come "sconvolto" per quanto accaduto. Le sue dichiarazioni, almeno per il momento, sarebbero compatibili con l’assenza di segni di contatto tra l’Audi Q8 e-tron Sportback e la motocicletta.

Gli accertamenti proseguono per

chiarire la dinamica completa dell’incidente e stabilire le responsabilità. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha intanto annunciato che nel giorno dei funerali di Francesco Imprezzabile sarà proclamato il lutto cittadino.

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