Muore a 18 mesi per un batterio contratto all’asilo. Dieci i bimbi che hanno accusato forti dolori gastrointestinali, quattro ricoverati e un piccolo di un anno e mezzo, Alessio Pio, morto nonostante i medici abbiano fatto l’impossibile per salvarlo.
Sotto accusa un batterio killer, il clostridioides difficile, bastoncello Gram positivo anaerobio che produce tossine letali per l’uomo, trasmesso attraverso i fasciatoi di un asilo nido privato di Tropea, il Family Baby School. Secondo la dirigente, alla base del dramma un bambino infettato durante una visita in ospedale nei giorni antecedenti. Sul caso la Procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo, finora senza indagati.
Il pm che coordina le indagini ha già fissato per il piccolo deceduto l’esame autoptico che sarà eseguito dalla professoressa Isabella Aquila dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università Magna Grecia di Catanzaro. Succede tutto in poche ore. Ai primi sintomi Alessio Pio viene portato dai genitori, che vivono a Zungri nel vibonese, in una struttura sanitaria di Vibo Valentia. Ma all’aggravarsi della patologia il piccolo viene trasferito d’urgenza all’ospedale del capoluogo dove arriva, mercoledì mattina, con la diagnosi di una grave setticemia. Inutile ogni tentativo di rianimarlo e sottoporlo a qualsiasi tipo di intervento.
I genitori del piccolo, a quel punto, si presentano in questura per denunciare l’accaduto. Immediato il sequestro della cartella clinica, la chiusura del nido privato e la sua sanificazione. Intanto sono i dieci bimbi contaminati, o comunque che presentano gli stessi sintomi gastrointestinali di Alessio Pio, sottoposti alle cure del caso.
Dei quattro ricoverati, sempre a Catanzaro, tre hanno potuto lasciare l’ospedale mentre uno solo dei dieci resta ricoverato in osservazione. Per la vicenda ieri pomeriggio è stato convocato un vertice urgente tra il commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito e la Asp, l’azienda sanitaria provinciale, per ricostruire tutti i passaggi della contaminazione partendo dal paziente numero zero.
Sestito avrebbe confermato che dalla direzione dell’asilo è stata inviata una pec urgente al primo insorgere della patologia, allertando le autorità sanitarie e chiedendo delucidazioni sulle modalità con cui procedere. Si stanno monitorando anche tutti i contatti avuti fra i dieci piccoli pazienti e le loro famiglie negli ultimi giorni. Il filo diretto tra la scuola, i medici e i genitori di tutti i bambini servirà a indentificare sul nascere sintomi sospetti e potenzialmente preoccupanti.
