Ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al gip, Lamin Saidlly, 22enne nato a Conegliano Veneto da genitori del Gambia, che sabato mattina, senza apparente motivo, ha accoltellato un uomo davanti a un bar della periferia di Milano ferendolo in modo grave. Lo ha detto il suo legale, l'avvocato Simona Brambilla, lasciando il carcere di San Vittore al termine dell'interrogatorio di garanzia. "È stata una sua scelta", ha detto il difensore, che ha definito il suo assistito "molto scosso". "Non ricorda nulla fino a quando si è ritrovato sull'auto della polizia", ha riferito, aggiungedo che il 22enne non ha chiesto al gip una attenuazione della misura cautelare.
L'aggressione è avvenuta sabato mattina. Venti coltellate a Gerardo P., informatico di 55 anni residente al Giambellino, davanti all'anziano padre della vittima. Le telecamere hanno ripreso tutto. Bloccato dai clienti, ha detto: "Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio", la frase farneticante che avrebbe detto alle forze dell'ordine.
Gli agenti delle volanti dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Milano, intervenuti in via Capecelatro, lo hanno fermato in stato di agitazione, di fronte ai clienti del bar che pochi minuti prima lo avevano bloccato sventando il peggio, con una doppia forma di contenimento: ai polsi sia le manette che le fascette in velcro in dotazione alle forze dell'ordine. Non sono ancora chiare le condizioni del salute mentale del giovane nato a Conegliano Veneto, arrivato in Lombardia da fuori regione, allontanatosi da una settimana da casa.