Addio a Giampiero Boniperti: una vita per la Juve

Giampiero Boniperti, campione bianconero dal ’47 al ’61, ha sempre vissuto da juventino, fino alla fine dei suoi giorni

Addio a Giampiero Boniperti: una vita per la Juve

“La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore”. Giampiero Boniperti, campione bianconero dal ’47 al ’61, ha sempre vissuto da juventino, fino alla fine dei suoi giorni, arrivata oggi all’età di 92 anni.

Dagli esordi all'arrivo alla Juventus

Boniperti nasce nel 1928 a Barengo, in provincia di Novara. Anche suo fratello Gino inizia come calciatore ma, poi, diventa medico e, in seguito morirà di tumore. Giampiero, invece, prende il diploma da geometra ma la sua passione è il calcio. Milita prima nella squadra del suo paese natìo, Barengo, poi passa al Momo, squadra dilettantistica del novarese, dalla quale lo preleva la Juventus, su consiglio dell’amico medico Egidio Perone. “Le trattative furono brevi; io avevo firmato il cartellino per il Momo ma, sentimentalmente, il mio cuore era per la squadra del mio paese, il Barengo, e desideravo che, nel passaggio alla Juventus, anche quella società avesse qualche guadagno. Andò a finire così: prezzo di acquisto 60.000 lire; 30.000 furono per il Momo e 30.000 per il Barengo, in scarpe, maglie e reti, di cui avevano bisogno. Io, mi accontentai dell’onore. Furono gli amici a leggermi la Juve del quinquennio come se fosse un romanzo d’avventure”, racconterà parecchi anni dopo.

Le vittorie con la Juventus

Boniperti fa il suo esordio in serie A il 2 marzo 1947 in Juventus-Milan che termina 1-2 per i rossoneri. La prima stagione in bianconero termina con tanta panchina e 5 gol fatti in 6 gare nel girone di ritorno. Nel campionato successivo, quando non ha ancora compiuto 20 anni, con 27 reti, diventa capocannoniere della Serie A con due goal di vantaggio sull’allora capitano del ‘Grande Torino’, Valentino Mazzola. Un record infranto solo nel 2006 da Alessandro Del Piero. Con la Juve, in 15 stagioni, vince gli scudetti nel 1950, nel ’52, nel ’58, nel ’60 e nel ’61 e due volte la Coppa Italia (’59 e ’60). In 469 partite, tra Serie A, Coppa Italia e coppe europee segna 188 gol. Con la Nazionale italiana partecipa ai Mondiali del ‘50 in Brasile e del ‘54 in Svizzera, collezionando 38 presenze e 8 goal. Viene soprannominato Marisa perché in un’amichevole di precampionato Novara-Juve “si presentò anche Marisa, avvenente miss Piemonte, pure lei in calzoncini e maglietta bianconera”, disse Boniperti. “Mi porse un mazzo di fiori, ero il capitano, ci fu lo scambio di baci e il pubblico cominciò a urlare: Marisa, Marisa. Il coro poi cambiò destinatario e con cattiveria continuò; ogni volta che toccavo palla i tifosi (del Novara ndr) mi beccavano: Marisa, Marisa”.

I rapporti tra Boniperti e i compagni di squadra

Quando nel 1957 arrivano alla Juve l’inglese John Charles e l’argentino Omar Sivori, Boniperti gioca da mezz’ala e, insieme a loro, forma un trio d’attacco che porta alla vittoria di 3 scudetti in 4 anni. Mentre “John era un giocatore straordinario e andava d’accordo con tutti, era impossibile non volergli bene”, con Omar i rapporti erano tesi.“Sivori era tutto il contrario. Strafottente. Ti tirava i capelli, ti metteva le dita negli occhi”, ammise nel suo libro-intervista del 2003, poi, precisò:“Dicevano che non andassimo d’accordo ed è vero solo in parte. Eravamo molto diversi, questo sì, mi disturbavano certi suoi atteggiamenti provocatori e glielo dicevo. Non ci siamo taciuti nulla, ma insulti mai, litigate mai. Anzi, ci siamo divertiti insieme”. Ma il suo primo maestro resta Carlo Parola, detto ‘Nuccio’, che fu compagno di squadra di Giampiero nei primi anni ’50 e, poi, suo allenatore dal ’59 al ’61. “Parola -racconta nel suo libro - mi voleva bene ed io lo adoravo. Era grandissimo, non a caso con la sua rovesciata è stato per anni sulla copertina delle figurine Panini. Se penso cosa guadagnano adesso i giocatori con il diritto d’immagine e cosa non ha mai preso Parola per tutto il tempo in cui ha pubblicizzato l’album con quel gesto tecnico straordinario, divento matto”. “Ma – aggiunge - una soddisfazione e un bel ricordo ce li ho: perché io, quando non ero già più presidente della Juventus, ai dirigenti della Panini tutte queste cose le ho dette: ‘Quanto vi ha fatto guadagnare Parola senza avere una lira in cambio?’ E loro hanno capito. Alla famiglia Parola hanno versato cento milioni, come segno di riconoscenza”.

I successi da presidente della Juventus

Il 10 giugno 1961 disputa la sua ultima gara contro l’Inter che, per volontà dell’allora presidente Angelo Moratti, schiera i giovani della primavera, tra i quali vi era un esordiente Sandro Mazzola (figlio del compianto capitano del Torino, Valentino) e perde 9 a 1. “Sono per i tagli netti. Mi tolsi le scarpe e le diedi al magazziniere. Mai più messe. Odio le pantomime fra vecchie glorie”, racconterà. Dieci anni dopo, il 13 luglio del 1971, su espressa volontà del presidente Gianni Agnelli, Boniperti assume la presidenza della Juventus con il compito di farla ritornare ai fasto di un tempo. Obiettivo che raggiunge conquistando 9 scudetti (1972, 1973, 1975, 1977, 1978, 1980, 1981, 1984, 1986) e tutte le coppe europee: Campioni (1985, nella tragica notte dell’Heysel), Uefa (1977, 1993), delle Coppe (1984), Intercontinentale (1985), Supercoppa (1985). In ufficio aveva sempre le foto della squadra avversaria che aveva vinto l’ultimo scudetto o quella con cui la Juve aveva perso una partita decisiva così da scoraggiare i calciatori dal chiedere ingaggi troppo elevati.

Gli ultimi anni di vita

Rimane in carica fino al 1990, quando la “Triade” composta da Moggi, Girando e Bettega prende il suo posto e lui, nello stesso anno, viene nominato capo delegazione della nazionale al campionato del mondo 1990 dall’allora presidente della Federcalcio, Antonio Matarrese. L’anno successivo la famiglia Agnelli lo rivuole alla Juve come amministratore delegato con pieni poteri, incarico che mantiene fino al ’94 portando la squadra a vincere la sua terza Coppa Uefa. Nel ’94 viene eletto al Parlamento Europeo nelle liste di Forza Italia e nell’estate 2006, dopo lo scandalo Calciopoli, viene richiamato dalla Juve per assumere la carica di presidente onorario del club.

Tanti i messaggi in ricordo del "presidentissimo": "Giampiero Boniperti è stato una leggenda, simbolo di un calcio vincente dove contavano carattere e tecnica. Era un uomo generoso e interessato al suo Paese: ha messo la sua storia e le sue capacità al servizio degli italiani diventando europarlamentare di Forza Italia. È stato un amico e un consigliere prezioso. Un abbraccio alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene", ha scritto in un post Silvio Berlusconi. Sui social anche il ricordo della Juventus: "E' la notizia che non avremmo mai voluto darvi. Oggi, 18 giugno 2021, salutiamo per sempre Giampiero Boniperti, che si è spento a Torino, all'età di 92 anni: ne avrebbe compiuti 93 fra pochi giorni, il prossimo 4 luglio. La commozione che in questo momento tutti noi stiamo provando non ci impedisce di pensare con forza a lui, a tutto ciò che il Presidentissimo è stato e sarà per sempre nella vita della Juventus", sottolinea la società ricordando "una figura indelebile, che da oggi si consegna al ricordo, perché sui libri di storia del calcio ci è finita già da tempo". "Perché quando esprimi un pensiero, e quel pensiero diventa parte del DNA della società a cui hai dedicato la vita, vuol dire che il tuo carattere ne è diventato identità e modo di essere. Per sempre".