Strade chiuse e cantieri infiniti: ora Agrigento non ce la fa più

Una marcia di protesta quella che si è svolta ieri mattina nella Città dei templi per richiamare le attenzioni delle istituzioni nazionali sui problemi relativi alle carenti infrastrutture stradali, quasi duemila le persone scese in campo a manifestare

Strade chiuse e cantieri infiniti: ora Agrigento non ce la fa più

Agrigento in marcia ieri mattina per far sentire la propria voce di fronte al governo nazionale. Al centro della manifestazione, la richiesta di un intervento sulle infrastrutture stradali che versano in condizioni disastrate. Un’iniziativa nata dalla curia arcivescovile, dalle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e dall’associazione nazionale comuni. Ad essa hanno dato adesione tutti i sindaci che amministrano i comuni della provincia. Per ragioni logistiche, erano assenti i rappresentanti di Lampedusa e Linosa. Quasi duemila i cittadini che, con striscioni, bandiere e manifesti, hanno fatto sentire la loro voce. Una protesta pulita, pacifica, che si è svolta in modo ordinato solamente per chiedere quello che spetta di diritto ad una città: una viabilità sicura ed efficiente. La manifestazione ha avuto inizio alla rotonda Giunone e si è conclusa sulla rotonda della “Strada degli Scrittori”.

Strade interrotte, percorsi alternativi con semafori interminabili, cantieri di lavoro in corso e ponti rimasti chiusi. Da anni tutto il territorio provinciale è costretto a fare i conti con diversi problemi di carattere infrastrutturale. Un “colpo” su tutta la viabilità è stato rappresentato dalla chiusura del ponte Morandi, nel marzo del 2017. Una decisione presa dall’Anas, dopo diverse segnalazioni, per via di cedimenti strutturali di alcuni piloni. Chiuso il tratto più lungo, quello che, dalla centralissima via Dante si collega a Villaseta.

Il “cartello sociale” della marcia nel suo elenco annovera tanti interventi necessari. Primo fra tutti quello sul viadotto Morandi, poi quello relativo al raddoppio della Strada Statale 115 da Gela a Castelvetrano, l’ammodernamento della Agrigento-Corleonese, la manutenzione della Sp32 Ribera – Cianciana,della Sp 47, della Sp 88 e della Ss 386, tra Lucca Sicula, Villafranca sicula e Burgio. Ed ancora, la Sp36 e la Sp 37 tra Caltabellotta a Sciacca, la Statale 410, la Sp24, la Sp75. Questi, solo per fare qualche esempio.

Non mancano poi le domande sulla Strada Statale 640 Agrigento- Caltanissetta i cui lavori dovevano concludersi a giugno del 2020, secondo una promessa del presidente del consiglio Giuseppe Conte. Invece, stando a quanto annunciato negli ultimi giorni dal vice ministro alle infrastrutture Giancarlo Cancelleri, il completamento si proietta al 2022.
Al termine della marcia, ad attendere gli agrigentini lungo la “Strada degli Scrittori”, il cardinale Francesco Montenegro. Anche da parte sua l’appello alle istituzioni affinché non lascino la Sicilia da sola. Secondo don Franco, non si può pensare allo sviluppo del commercio e dell’economia se prima non si è in grado di assicurare una viabilità sicura ed efficiente.

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