Alfano: "Più poteri ai prefetti. Divieti come per gli stadi"

Dopo la devastazione ad opera dei black bloc, il ministro dell'Interno adesso annuncia nuove norme

Alfano: "Più poteri ai prefetti. Divieti come per gli stadi"

"La manifestazione del Primo maggio poteva essere un nuovo G8", con i contestatori all'assalto dell'Expo gate in piazza Castello, "per poi arrivare fino alla Scala". È questo lo scenario che fa dire al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che nonostante il caos la giornata a Milano poteva andare molto peggio. E lo ribadisce in un'intervista al Corriere della Sera.

Critiche sulla gestione della manifestazione ne sono arrivate. E molte. Dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle si è giunti a chiedere le dimissioni del numero uno del Viminale e molti si sono chiesti se la strategia adottata dalle forze dell'ordine, che hanno evitato lo scontro ma non le devastazioni, sia stata la migliore che si potesse auspicare.

"C’è stata una robusta attività di prevenzione con 2 arresti, 52 denunce, 32 espulsi e tantissimo materiale sequestrato" e "oltre la metà erano stranieri", dice il ministro, che chiarisce anche come dal suo punto di vista fosse impossibile bloccarli prima dell'ingresso in Italia. Infatti "si erano dati appuntamento dopo la devastazione di Francoforte durante il vertice della Bce un mese e mezzo fa. Non potevamo chiudere le frontiere per settimane".

Il Viminale si schiera con il capo della polizia, Alessandro Pansa, nel dire che non caricare i manifestanti è stata la scelta giusta. "Una scelta intelligente", secondo Alfano, per non cedere alla tattica dei manifestanti: "Volevano essere inseguiti in modo che si scoprissero i presidi che impedivano l'accesso al centro storico". Un'opinione molto distante da quella del Sap (Sindacato autonomo di polizia), che accusa il governo di avere mandato gli agenti al macello.

C'è ora in ballo un nuovo disegno di legge, che prevederà l'arresto differito e sanzioni più aspre per chi ha con sé abiti e caschi per nascondere la propria identità, ma soprattutto si darà "uno strumento più efficace ai prefetti". Alfano pensa al divieto preventivo, come già accade per gli stadi. "Quando c’è un alto indice di pericolosità sarà proibito sfilare nel centro delle città".

Intanto da Roma arriva l'impegno, accanto a quello della Regione Lombardia, a risarcire quanti hanno subito danni a causa delle violenze. "La proprietà è sacra. Siamo pronti a fare la nostra parte".

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