Assalto No Tav, Alfano: "Delinquenti potevano uccidere"

Ennesimo attacco dei No Tav al cantiere di Chiomonte. Vertice d'emergenza: potenziata la vigilanza e instituita una task force fra governo e territori interessati. Alfano duro contro i violenti: "Lo Stato c’è e non si fa fermare da alcuni delinquenti"

Attacco notturno al cantiere Tav

Ancora un blitz dei No Tav, ancora violenza. Questa notte una trentina di persone, vestite con abiti di colore scuro e col volto coperto per non farsi riconoscere, hanno attaccato il cantiere dell'Alta velocità a Chiomonte. È l'ennesimo episodio di violenza degli antagonisti e dei centri sociali che si oppongono alla Torino-Lione. "Lo Stato c’è e non si fa fermare da alcuni delinquenti che questa notte potevano uccidere", ha annucniato il ministro dell'Interno Angelino Alfano che, durante il comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha deciso di potenziare la vigilanza al cantiere e di istituire una task force fra governo e territori interessati che avrà sede in una unità di missione al ministero delle Infrastrutture.

Bombe carta, molotov e persino un mortaio artigianale contro il cantiere della Torino-Lione. È un vero e proprio "atto di guerra", come lo definisce il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, quello attuato la scorsa notte da una trentina di incappucciati a Chiomonte, in Val di Susa, dove si sta scavando il tunnel geognostico per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità. Convocato d’urgenza un comitato sulla sicurezza al quale ha partecipato, al fianco di Alfano, il ministro delle Infrastrutture e Maurizio Lupi. "In Italia - ha messo in chiaro il titolare del Viminale - comanda lo Stato italiano, che non si fa sopraffare dai delinquenti, anche se ben organizzati". Il vertice ha disposto l'ampliamento dell’area di rispetto del cantiere per "proteggere di più il cuore dell’opera e la sicurezza dei lavoratori". Alfano ha fatto sapere che si continuerà a procedere lungo la strada della ratifica del trattato fra Italia e Francia che "consentirà di adempiere a quello che c’è da fare".

A Torino, per fare il punto sulla sicurezza, erano presenti anche il vicecapo vicario della polizia di Stato Alessandro Marangoni e il comandante generale dei carabinieri, Leonardo Gallitelli. Presenze che confermano la gravità dell’attentato e le preoccupazioni per una recrudescenza dell’opposizione alla realizzazione dell’opera. Ltf, società responsabile della sezione transfrontaliera della Nuova Linea Torino-Lione, parla di una incursione di "carattere quasi terrorista". "Il governo vuole essere presente sul territorio e a fianco dei sindaci e delle popolazioni locali - ha assicurato Lupi - ci sembra importante essere sul territorio e visitare il cantiere". Quella di ieri sera è infatti ennesima aggressione che mette a repentaglio la vita dei lavoratori. È di pochi giorni fa la sassaiola contro un camion del cantiere, nella quale l’autista è rimasto ferito in modo lieve. Poteva andare peggio la scorsa notte, se i militari di guardia al cantiere non fossero intervenuti prontamente.

Un’azione fulminea, che per pochi interminabili minuti ha trasformato il cantiere in un campo di guerra, con una pioggia di razzi bengala e molotov. Danneggiato un generatore, oltre alle recinzioni poste a difesa del cantiere e lucchetti ai cancelli, per ritardare la reazione delle forze dell’ordine.

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