Basilicata, Coldiretti lancia l'allarme: 10milioni di euro di danni per maltempo

Il problema riguarda tutta l'Italia. In un decennio c'è stata una perdita, nel campo agricolo, di 14 miliardi di euro a causa del cambiamento climatico. A risentirne anche le api

Ci sono oltre dieci milioni di euro di danni nel settore agricolo a causa del maltempo. È il drammatico bilancio della Coldiretti della Basilicata dopo l'ultima ondata di maltempo, a maggio scorso, nella provincia di Matera.
Solo alla Coldiretti sono arrivate oltre duecento segnalazioni da parte degli agricoltori. Senza contare i danni gestiti in autonomia da altri produttori agricoli. Lo fa sapere il presidente di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani, in una lettera inviata all’assessore regionale alle politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, “a seguito dell’eccezionale avversità meteorologica che ha colpito buona parte del territorio del Metapontino lo scorso 12 maggio”. La missiva è stata inviata per portare l'assessore a conoscenza “dello stato delle cose relativamente alle segnalazioni presentate per il tramite dei nostri uffici e per una prima stima dei danni." Si tratta di dati che rendono piuttosto evidente l’eccezionalità e la drammaticità dell’evento. "Si rende quanto mai necessaria – ha concluso Pessolani – una misura di intervento che sarebbe opportuno poter condividere in un incontro che, si spera, possa essere convocato con urgenza". Ma il problema non è solo lucano, ma di tutta l'Italia.

"A mandare l'agricoltura ko è stata la caduta di oltre il doppio di precipitazioni rispetto alla media in un mese con 123.3 millimetri di pioggia." È quanto annuncia, in una nota, la Coldiretti nazionale. Secondo la confederazione "si rischia di perdere un frutto su quattro nelle campagne italiane, dalle fragole alle ciliegie, dalle nespole alle albicocche, dalle pere ai meloni fino ai cocomeri per l'ondata di pioggia, grandine e allagamenti che ha devastato le coltivazioni e ridotto le disponibilità dei primi raccolti nel carrello della spesa".
La situazione peggiore si registra sulle ciliegie dove è andato distrutto oltre il 50 per cento del prodotto in prima raccolta per effetto del maltempo che ha colpito le principali regioni produttrici: dalla Puglia all'Emilia Romagna alla Campania fino al Veneto. Con l'arrivo del caldo c'è stata poi una corsa alle semine primaverili di mais, soia, leguminose e patate, ma anche ai trapianti di pomodoro e melone, "per recuperare il tempo perduto a causa (come detto) delle precipitazioni senza tregua nel mese di maggio". Si punta inoltre alla raccolta del foraggio da destinare all'alimentazione degli animali. "Ma la svolta meteo è importante - sempre secondo Coldiretti - anche per le api in sofferenza con la produzione di miele praticamente azzerata dal maltempo che ha compromesso molte fioriture e impedito la raccolta del nettare."

L'anomalia climatica ha colpito l'Italia in un momento particolarmente delicato per l'agricoltura con le semine, le verdure e gli ortaggi in campo e le piante che iniziano a fare i primi frutti. "Purtroppo l'eccezionalità degli eventi atmosferici - ha concluso la conferedazione dei produttori agricoli - è ormai la norma, tanto da aver condizionato nell'ultimo decennio la redditività del settore agricolo, con le perdite di raccolti dovute a calamità naturali che hanno assunto un carattere ricorrente." Il risultato è una perdita di 14 miliardi di euro in un decennio per l'agricoltura italiana, tra danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne e perdite della produzione agricola nazionale.