Il superiore di Bergoglio: "Non era adatto a fare il vescovo"

Bergoglio sarebbe stato etichettato come non adatto a fare il vescovo. Questa, in sintesi, la tesi choc contenuta nel libro "Il Papa Dittatore"

Il superiore di Bergoglio: "Non era adatto a fare il vescovo"

Bergoglio sarebbe stato considerato "inadatto" a fare il vescovo daI generale della Compagnia di Gesù. Quest'ultimo avrebbe avuto più di qualche riserva sull'investitura dell'argentino. I primi mesi del 2018 e gli ultimi del 2017 sono stati accompagnati da una serie di pubblicazioni biografiche sul pontefice. E così, in molti si sono messi a cercare lo "scandalo" o comunque una notizia che avesse un particolare risalto nella storia personale di Francesco. Tra i libri pubblicati, ha sicuramente scandalizzato "Il Papa Dittatore": un testo scritto da "Marcantonio Colonna", che è probabilmente uno pseudonimo, secondo cui l'allora superiore generale della Compagnia di Gesù, l'olandese Peter Hans Kolvenbach, avrebbe avuto serie perplessità su un uomo di Chiesa in particolare, lo stesso che poi sarebbe diventato vescovo di Roma e capo della Chiesa cattolica.

"Il testo della relazione non è mai stato reso pubblico, ma il seguente resoconto è stato rilasciato da un sacerdote che ha avuto accesso ad essa prima che scomparisse dall’archivio dei gesuiti. Padre Kolvenbach accusava Bergoglio di una serie di difetti, che vanno dall’uso abituale di linguaggio volgare alla doppiezza, alla disobbedienza nascosta sotto una maschera di umiltà e alla mancanza di equilibrio psicologico. Nell’ottica di una sua idoneità come futuro vescovo, la relazione ha sottolineato che come provinciale era stata una persona che aveva portato divisione nel suo ordine", ha scritto Colonna, secondo quanto riportato da Sandro Magister. L'autore de "Il Papa Dittatore" ha poi sottolineato altri aspetti della storia in questione in un'intervista a La Verità: Padre Kolvenbach avrebbe affermato che Bergoglio mancasse di "equilibrio piscologico", che fosse di carattere "subdolo" e che avesse diviso più che unito ai tempi del provincialato gesuita. Il dossier in questione sarebbe stato diffuso all'epoca nella Congregazione per i vescovi, ma sarebbe stato successivamente "occultato". Una storia che sembrerebbe andar bene per un libro di Dan Brown più che per le cronache vaticane. Fatto sta che parecchi quotidiani, europei e non, hanno parlato di questa vicenda.

Un altro libro, però, proverebbe gli attriti tra il gesuita Bergoglio e i vertici della Compagnia. In "Aquel Francisco", gli autori Javier Cámara e Sebastián Pfaffen hanno raccontato di come i "suoi avversari", scrive Magister, "arrivarono addirittura a far circolare la voce che Bergoglio fosse stato mandato in esilio a Córdoba "perché malato, pazzo". Le vicende ecclesiastiche di Francesco all'interno della Compagnia, insomma, sarebbero state condite da una serie di accuse. Difficile, praticamente impossibile, comprendere se fossero prive di fondamento. Lo stesso Francesco, in un'intervista a La Civiltà Cattolica, ha dichiarato questo: "Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni mi ha portato ad avere seri problemi e ad essere accusato di essere ultraconservatore. Ma non sono mai stato di destra". La verità, in definitiva, potrebbe stare nel mezzo: il dossier potrebbe essere esistito davvero, ma potrebbe, d'altro canto, aver trovato origine nelle antipatie provate dalle alte cariche gesuite in passato nei confronti di Bergoglio. Gli "antibergogliani", specie i più tradizionalisti, intanto, non hanno esitato a diffondere il contenuto del libro di Colonna. L'occasione, del resto, era ghiotta: poter suppore che il tanto osteggiato pontefice fosse considerato "inadatto" a fare il vescovo.

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