Boldrini e Littizzetto e la teoria sui negoziati: "Ecco perché non decollano..."

Al tavolo di negoziazione tra Russia e Ucraina c'è troppo testosterone: la teoria di Laura Boldrini e Luciana Littizzetto

Boldrini e Littizzetto e la teoria sui negoziati: "Ecco perché non decollano..."

Perché i negoziati tra Russia e Ucraina non decollano? Perché non ci sono donne al tavolo e perché c'è troppo testosterone. Questa, almeno, è la versione di Luciana Littizzetto e Laura Boldrini, secondo le quali basta mettere aggiungere un po' di estrogeni per risolvere il conflitto. Ovviamente non fanno nomi nella loro profonda analisi geopolitica del conflitto tra Russia e Ucraina, si limitano a dire che ci sono troppi uomini a trattare e a fare la guerra, come se bastasse inserire donne a caso per risolvere il conflitto. Riprendono lo stesso adagio di quelli che "serve una donna al Quirinale". Così, senza fornire nomi e specifiche, tanto per portare avanti un'ideologia femminista che, soprattutto in questo scenario, appare quanto meno fuori luogo.

Laura Boldrini ha esposto il suo pensiero durante il programma di Rai Radio1 Un giorno da pecora e alla domanda diretta del conduttore se la colpa dell'apparente stallo fosse da attribuire alla mancanza di donne ai tavoli di negoziazione, l'ex presidente della Camera ha risposto senza indugio alcuno: "Forse anche per questo non decollano questi negoziati, c'è troppo testosterone. Inserire anche figure femminili capaci di dare un'altra lettura degli eventi forse non guasterebbe". Come se le capacità diplomatiche dipendessero solo dagli ormoni. Questa è una lettura troppo semplicistica e ideologica per poter funzionare in uno scenario così complesso come il conflitto tra Ucraina e Russia. È evidente che ci sarebbero delle donne capaci di sedersi al tavolo ed è anche certo che esistano donne con competenze diplomatiche e negoziali superiori rispetto a quelle degli uomini nelle cui mani è stato affidato (quasi) il destino del pianeta. Ma non basta abbassare il livello di testosterone per risolvere la crisi.

Ma alla gente che piace e a chi ama disquisire per ideologia basta dire che la colpa della crisi è da cercare nell'assenza di donne al tavolo del potere. Lo pensa anche Luciana Littizzetto, altra esponente degli ambienti radical chic, che espone le stesse argomentazioni di Laura Boldrini ma incentrando la sua profonda analisi geopolitica sull'idea di fallocentrismo dominante. Lo fa riproponendo una vignetta diventata virale sui social, in cui da una parte c'è l'organo sessuale femminile, indicato come l'origine del mondo, dall'altro quello maschile, indicato come l'origine della guerra. Ed è proprio quest'ultimo che, secondo Luciana Littizzetto "rappresenta bene quanto gli uomini siano incapaci di elevarci dallo stadio di gorilla inferocito a essere umano con un minimo di buon senso".

Impossibile sostenere la tesi secondo la quale sia sufficiente possedere due testicoli e un pene per essere considerati esseri non evoluti, e la storia lo dimostra, così come è impossibile sostenere il contrario, ovviamente. Poi si arriva al famoso tavolo delle trattative a cui sono attovagliati tutti uomini e qui l'attrice sfodera le sue ben note metafore: "Sembra il tavolo degli amici della prostata", "Loro sono lì per far vedere chi ha più lungo l'armamento".

Potremo risolvere servendo al tavolo delle trattative piatti a base di soia, che non sono solo amici dei vegani, ma sono anche ricchi di estrogeni vegetali, che aiutano ad abbassare il testosterone: può forse essere una soluzione?

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