Bologna, i collettivi la spuntano di nuovo: annullato convegno di Azione universitaria

Dopo le proteste portate avanti dal Cua (Collettivo universitario Autonomo) il convegno 'filo-Assad' che si sarebbe dovuto tenere nella Scuola di Giurisprudenza è stato annullato'per motivi di ordine pubblico'

Bologna, i collettivi la spuntano di nuovo: annullato convegno di Azione universitaria

A Bologna i collettivi universitari sono riusciti anche stavolta nel loro intento: tappare la bocca agli studenti di destra. Dopo le proteste portate avanti dal Cua (Collettivo universitario Autonomo) il convegno 'filo-Assad' che si sarebbe dovuto tenere nella Scuola di Giurisprudenza è saltato.

Il presidente della Scuola, Nicoletta Sarti, si legge su Bolognatoday, ha deciso di sospendere tutte le attività e di mettere i lucchetti ai portoni della Facoltà 'per motivi di ordine pubblico'."Mi sento ingannata, l'evento si è rivelato colorato politicamente con presenze più o meno discutibili, comunque nulla a che vedere con il seminario che mi era stato richiesto", ha detto la Sarti spiegando che "per quanto mi riguarda, gli studenti di Azione Universitaria che fanno richieste legittime hanno il peso di tutti gli altri". Il convegno in questione era, infatti, stato promosso da Azione universitaria che aveva chiamato a parlare anche Caludio Mutti, editore della rivista Eurasia, definito dai collettivi come un "pensatore rossobruno che, negli anni in cui i fascisti piazzavano bombe sui treni e nelle piazze, si è distinto come militante della frangia nera stragista".

Galeazzo Bignami, consigliere regionale di Forza Italia in Emilia Romagna, commenta: "Si tratta di un fatto estremamente grave, che dimostra come Bologna e l’Università siano ostaggio di una banda di cialtroni coccolati dalle istituzioni più preoccupate di non fare arrabbiare i loro cucciolotti ammaestrati piuttosto che garantire la legalità, il confronto democratico, il dialogo". E aggiunge: "Quando si legittimano fatti di questo tipo è poi inutile ipocritamente piangere per le aggressioni fisiche subite anche da illustri docenti dell’Alma Mater o chiedere che si abbassino i toni. Se ci fosse un po’ di decenza l’Università avrebbe offerto una soluzione alternativa agli studenti di AU o almeno avrebbe chiesto scusa agli stessi. Non ha fatto né l'uno né l’altro. A dimostrazione della contiguità ideologica e del servilismo politico che connota i vertici dell’Ateneo". Secondo Lucia Borgonzoni, invece "per l'ennesima volta la nostra città è teatro, per colpa di un collettivo, di un atto antidemocratico a danno della libertà d'espressione, ma se possibile, ancora più degli studenti che vorrebbero poter svolgere le lezioni. Quanto ancora l'Università e il Comune credono di tollerare tutto ciò, di tollerare i prepotenti rispetto al resto della città?"

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