"L'incertezza sul destino del criminale primo ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall'agenzia Fars.
Intanto Donald Trump esprime dubbi sul fatto che la nuova guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, possa essere ancora in vita: "Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese, arrendersi".'Amministrazione Trump pronta ad annunciare coalizione per Hormuz'
L'amministrazione Trump prevede di annunciare già questa settimana che diversi Paesi hanno accettato di formare una coalizione che scorterà le navi lungo lo Stretto di Hormuz, che si estende lungo la costa iraniana. Sono ancora in corso discussioni, tuttavia, per stabilire se tali operazioni inizieranno prima o dopo la fine delle ostilità. Lo scrive il Wall Street Journal. La Casa Bianca si è rifiutata di commentare l'annuncio previsto, che potrebbe subire variazioni a seconda dell' evolversi del conflitto. Molti Paesi si sono mostrati evasivi su una tale missione di scorta fino alla cessazione delle ostilità per i rischi connessi.
Iran, 'non ancora usata la maggior parte dei missili più recenti'
Molti missili di nuova generazione iraniani sono ancora inutilizzati. Lo ha dichiarato il portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), Ali Mohammad Naeini, secondo quanto riporta Iran International. Naeini ha spiegato che la maggior parte dei missili attualmente in uso in Iran risale a circa dieci anni fa, mentre molti missili più recenti, sviluppati dopo la guerra dei dodici giorni di giugno, non sono ancora stati impiegati. Naeini ha inoltre contestato l'affermazione del presidente statunitense Donald Trump secondo cui le forze americane avrebbero distrutto la marina iraniana: "Donald Trump non dice forse di aver distrutto la marina iraniana? Se sì, allora, se ha il coraggio, che porti le sue navi nel Golfo Persico", ha detto
Teheran, contattati da diversi Paesi per un passaggio sicuro a Hormuz
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che diversi Paesi hanno contattato l'Iran per ottenere un passaggio sicuro per le proprie navi attraverso lo Stretto di Hormuz. "Non posso citare alcun Paese in particolare", ha detto il capo della diplomazia di Teheran in un'intervista alla Cbs News, aggiungendo che "spetta alle nostre forze armate decidere in merito". Araghchi ha riferito anche che le forze armate iraniane hanno già consentito a un gruppo di navi, appartenenti a diversi Paesi, di attraversare lo Stretto di Hormuz in sicurezza, attribuendo la responsabilità dell'insicurezza nello strategico braccio di mare, dove transita il 20% del greggio mondiale, al presidente americano Donald Trump e al suo attacco contro l'Iran. "Siamo pronti a difenderci per tutto il tempo necessario. Questo è ciò che abbiamo fatto finora, e continueremo a farlo finché il presidente Trump non arriverà a comprendere che questa è una guerra illegale, priva di possibilità di vittoria", ha rincarato il ministro. "Ci sono, come sapete, persone che vengono uccise semplicemente perché il presidente Trump vuole divertirsi. Questa è una guerra di scelta, voluta dal presidente Trump e dagli Stati Uniti, e noi continueremo a esercitare il nostro diritto all'autodifesa", ha assicurato Araghchi. Sulla possibilità di colloqui e di proposta da parte iraniana, "tutto dipende dal futuro. Se, in un qualsiasi momento futuro, dovessimo decidere di avviare negoziati con gli Stati Uniti o con altri interlocutori, allora - come sapete - potremmo valutare cosa mettere sul tavolo. Per il momento, però, non c'è nulla sul tavolo".
Trump, 'Herzog debole e inutile, senza Bibi non esisterebbe più Israelè
"Non penso ci sia un'alternativa a Netanyahu. Il presidente Herzog è un uomo debole e inutile che sfrutta la questione della grazia e la tiene appesa sulla testa di Netanyahu. Senza Netanyahu non esisterebbe più Israele. I am all for Bibi". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in un'intervista al Canale 14 israeliano.
Usa, 'Trump vuole neutralizzare le capacità nucleari di Teheran'
L'ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha assicutato che il conflitto in Iran "non sarà un altro Iraq del 2003", assicurando che tutte le opzioni sono aperte. Waltz, in un'intervista a Fox News, ha aggiunto che l'obiettivo del presidente americano Donald Trump di neutralizzare le capacità nucleari dell'Iran rappresenta "un punto programmatico fondamentale", ribadito in ciascuna delle sue tre campagne elettorali, nonché "una promessa che egli intende mantenere per tutti gli americani".
Cina, avremo ruolo costruttivo per la de-escalation in Medio Oriente
Dopo l'invito di Donald Trump a molti Paesi, Cina inclusa, a dispiegare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per mettere in sicurezza la regione, un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha affermato, in una nota citata dalla Cnn, che "tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un approvvigionamento energetico stabile e senza intoppi". Quale "amico sincero e partner strategico dei Paesi mediorientali, la Cina continuerà a intensificare le comunicazioni con le parti interessate - incluse le parti coinvolte nel conflitto - e a svolgere un ruolo costruttivo ai fini della de-escalation e del ripristino della pace"
Tajani, navi a Hormuz? Non siamo coinvolti in operazioni militari
"Noi siamo coinvolti in operazioni militari su Hormuz". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 Diario della domenica, in merito alla richiesta di Donald Trump ad altri Paesi perché inviino navi militari per sbloccare il traffico di navi nello Stretto di Hormuz. "Nessun Paese europeo ha dato disponibilità militare per forzare Hormuz", ha aggiunto.
Araghchi, Russia e Cina ci stanno aiutando anche militarmente
Russia e Cina stanno aiutando l'Iran in diversi modi, anche fornendo "cooperazione militare": lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista all'emittente MS NOW, dove ha definito Mosca e Pechino partner strategici di Teheran durante la guerra contro Stati Uniti e Israele. "Abbiamo avuto una stretta collaborazione in passato, che continua tuttora, e questo include anche la cooperazione militare", ha dichiarato il capo della diplomazia iraniana. L'Iran ha avuto "una buona collaborazione con questi Paesi: politicamente, economicamente e persino militarmente", ha aggiunto.
Tajani, le nostre missioni continuano, non ci facciamo intimidire
"Non ci facciamo intimidire, le missioni italiane continuano". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 Diario della domenica commentando l'attacco con un drone alla base Usa in Kuwait dove sono di stanza anche militari italiani. "Stiamo riducendo il personale" nelle basi italiane nella regione, "dobbiamo mettere al sicuro il maggior numero di uomini tenendo fede agli impegni internazionali", ha aggiunto Tajani, ricordando che la base in questione era stata già attaccata
Portolano: "Drone italiano distrutto era indispensabile per nostre operazioni"
Il velivolo a pilotaggio remoto distrutto nell'attacco avvenuto alla base di Al Salem in Kuwait, dove ci sono anche i militari italiani, "costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni". A comunicarlo su X è il capo si di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano. "Il dispositivo italiano della Task force air - ha aggiunto - era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell'ambito delle misure adottate in relazione all'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione".
Il velivolo a pilotaggio remoto distrutto nell'attacco avvenuto alla base di Al Salem in Kuwait, dove ci sono anche i militari italiani, "costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni". A comunicarlo su X è il capo si di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano. "Il dispositivo italiano della Task force air - ha aggiunto - era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell'ambito delle misure adottate in relazione all'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione".
Attacco con un drone a base italiana in Kuwait, nessun ferito
Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un "velivolo a pilotaggio remoto" della Task force air italiana, che è stato distrutto. Al momento dell'attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Lo si apprende dallo Stato Maggiore della Difesa.
Pasdaran: lanciato missile a propellente solido Sejjil contro Israele
Il dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato una serie di 54 attacchi missilistici contro postazioni in Israele. Il comunicato delle Guardie Rivoluzionarie afferma che in questo attacco sono stati utilizzati "missili superpesanti Khorramshahr a doppia testata, Khyber-Shakan, Qadr, Emad e, per la prima volta nell'Operazione Sadeq Promise, 4 missili strategici e il missile a propellente solido Sejjil". Il Sejil è un missile balistico superficie-superficie a medio raggio che utilizza propellente solido e può percorrere la distanza tra il sito nucleare di Natanz e Tel Aviv in sette minuti. Lo riporta Bbc Persian.
Cnn: "Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran"
Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran, con "migliaia di obiettivi" ancora da colpire. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano alla Cnn.
Israele: "Non avvieremo colloqui diretti con Beirut nei prossimi giorni"
"Ci aspettiamo che il governo libanese compia passi seri per fermare Hezbollah dal lanciare attacchi verso Israele. Non intendiamo avviare colloqui diretti con il governo libanese nei prossimi giorni". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar n un briefing con la stampa.
Araghchi: "Mojtaba in buona salute e pienamente operativo"
Teheran assicura che la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei, che ha preso il posto del padre ucciso in un raid israeliano il primo giorno della guerra, "è in buona salute e in pieno controllo della situazione". Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha anche espresso la disponibilità dell'Iran ad accogliere con favore "qualsiasi iniziativa regionale per porre fine in modo giusto alla guerra", anche se al momento "sul tavolo" non c'è alcuna proposta specifica.
Iran: Usa e Israele hanno colpito Paesi arabi con droni simili a Shahed
L'Iran accusa Stati Uniti e Israele di aver "preso di mira i Paesi arabi da posizioni specifiche" durante la guerra in corso, rivendicando di aver "attaccato solo basi statunitensi e i loro interessi nella regione, che hanno agito contro l'Iran". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ad Al-Araby Al-Jadeed, replicando alle condanne internazionali per gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo Persico e in particolare contro le loro aree residenziali.
Seul: valutiamo con attenzione la richiesta di Trump su Hormuz
La Corea del Sud "valuterà con attenzione" la richiesta di Donald Trump di "inviare navi da guerra" nello Stretto di Hormuz per "garantire che rimanga aperto": lo ha affermato un funzionario presidenziale citato dall'agenzia Yonhap, aggiungendo che Seul si trova "in comunicazione stretta" con Washington sull'argomento. "La sicurezza delle rotte marittime internazionali e la libertà di navigazione sono nell'interesse di tutti i Paesi e sono protette dal diritto internazionale", ha dichiarato il funzionario coreano. "Sulla base di questo principio, speriamo che la rete logistica marittima globale torni rapidamente alla normalità".
Iran: terminal petrolifero Kharg pienamente operativo dopo raid Usa
Poche ore dopo il raid Usa di venerdì contro l'isola iraniana di Kharg, hub da cui transita la quasi totalità del petrolio iraniano esportato, ieri mattina due petrolifere hanno iniziato a caricare 2,7 milioni di barili di petrolio. Oggi un terzo tanker ha iniziato le operazioni di carico mentre sette altre navi sono ancorate di fronte al terminal, cinque delle quali già cariche e altre due in attesa, come si evince dalle immagini Sar (dai radar ad apertura sintetica) elaborate dagli analisti di TankerTracker.com. Appaiono intatte anche 55 cisterne di petrolio e non ci sono incendi in corso. Donald Trump aveva subito precisato che gli obiettivi del raid erano militari e non associati al petrolio. Ma per l'Iran "è business as usual".
L'Esercito Usa chiede risorse per altri 100 giorni di guerra
Il Centcom (Comando centrale delle forze armate americane) negli scorsi giorni ha inviato una richiesta al Pentagono: più risorse, mezzi ed equipaggiamenti per portare avanti l'operazione "Epic Fury" contro l'Iran. Come scrive il Corriere della sera gli stanziamenti garantirebbero un impegno militare di almeno 100 giorni e non le iniziali 4-6 settimane di cui parlava inizialmente il presidente Trump.
Riad denuncia attacco di droni, Teheran nega ogni responsabilità
Il ministero della Difesa dell'Arabia saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto 10 droni a Riad e nelle regioni orientali. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) si è però dichiarato estraneo all'attacco: "L'Arabia Saudita ha dichiarato che Riad e Sharqiya sono state attaccate e distrutte da 10 droni. Questo attacco non ha alcun collegamento con la Repubblica Islamica dell'Iran e il governo saudita dovrebbe cercare di scoprire la provenienza degli attacchi", si legge in un comunicato stampa dei pasdaran riportato dall'agenzia Tasnim.
Nella notte mMissili su Israele nella notte provenienti da Libano e Iran
I raid missilistici che nelle ultime ore hanno interessato diverse parti di Israele, da nord a sud, hanno avuto come origine sia il Libano sia l'Iran: lo riferiscono diversi media israeliani, tra questi il Times of Israel e Haaretz. Oltre agli attacchi ordinati da Teheran, ce ne sarebbero dunque anche alcuni riconducibili a Hezbollah, spiega la stampa israeliana. Al momento, non sono state riportate morti legate ai raid più recenti.
I pasdaran iraniani: "Daremo la caccia a Netanyahu e lo uccideremo"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Irgc) minaccia il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, affermando che se "sarà ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e lo uccideremo con tutta la nostra forza". E' quanto si legge in un comunicato dei Pasdaran riportato dall'agenzia Fars. L'Irgc ha dichiarato di aver colpito tre basi aeree statunitensi nella regione con missili e droni e di aver preso di mira un "centro di raduno delle forze statunitensi" presso la base aerea di Al-Harir a Erbil, e di aver distrutto le basi di Ali Al Salem e Arifjan in Kuwait utilizzando "potenti missili e droni iraniani". La dichiarazione afferma che gli attacchi rientrano nella 52ª ondata dell'"Operazione True Promise 4", descritta come una rappresaglia per l'uccisione di lavoratori nelle zone industriali iraniane
Esplosioni in Bahrein
Due giornalisti dell'AFP hanno riferito di forti esplosioni nella capitale del Bahrein, Manama, nelle prime ore di oggi. Il Bahrein ha dichiarato di aver intercettato 125 missili e 203 droni dall'inizio degli attacchi iraniani, che hanno causato due morti nel regno e altri 24 nei paesi limitrofi del Golfo.
Droni e missili intercettati su Arabia Saudita e Giordania
Il ministero della Difesa saudita fa sapere che tre droni sono stati intercettati e distrutti nella regione orientale del Paese. Come rende noto Al-Jazeera, inoltre, nella città di Irbid, in Giordania, sono state udite delle esplosioni a seguito all'intercettazione di alcuni missili.
Trump: "Non sono preoccupato dal rialzo dei prezzi della benzina"
Il presidente Usa Trump assicura di essere "non preoccupato" per l'aumento dei prezzi della benzina negli Usa in scia alle turbolenze sul petrolio dalla guerra in Iran. "Credo che scenderanno a livelli inferiori rispetto a prima; io, a suo tempo, li avevo portati a minimi storici", ha notato riferendosi ai prezzi della benzina, promettendo che torneranno a scendere non appena sarà terminato il conflitto con l'Iran. Il primo marzo, il giorno successivo all'inizio degli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il prezzo medio della benzina negli Usa si è attestato a 2,94 dollari al gallone, secondo i dati di GasBuddy. Sabato, il prezzo medio ha raggiunto i 3,66 dollari. "C'è così tanto petrolio, così tanto gas, ce n'è in abbondanza, ma, sapete, il flusso si è un pò intasato. Molto presto si sbloccherà", ha aggiunto il tycoon in un'intervista alla Nbc. Interpellato direttamente sulla possibilità che i prezzi della benzina possano influenzare le elezioni di midterm, Trump ha risposto: "Non sono affatto preoccupato. L'unica cosa che voglio fare è assicurarmi che l'Iran non possa mai più tornare a fare il prepotente in Medio Oriente".