A Venezia arriva una nuova firma per la cucina dell’Orient Express. Lo chef tedesco Heinz Beck, tre stelle Michelin e nome di primo piano dell’alta gastronomia europea, è stato scelto per guidare l’intera proposta culinaria dell’Orient Express Venezia. Insieme al Beck and Maltese Consulting Team, Beck firmerà tutti gli spazi gastronomici del palazzo: dal ristorante fine dining alle aree più informali, fino agli ambienti dedicati all’accoglienza.
Il progetto nasce con l’obiettivo di costruire un’identità gastronomica coerente per tutto l’hotel. Il punto di partenza è la laguna veneziana, che diventa riferimento per ingredienti e suggestioni. Il linguaggio culinario resta quello che ha costruito la reputazione dello chef: precisione tecnica, sapori netti e una ricerca costante di equilibrio e leggerezza. A tradurre questa visione in cucina sarà lo chef in residence Pasquale Rivetti.
La cornice architettonica è quella del palazzo restaurato sotto la direzione dell’architetta e interior designer Aline Asmar d’Amman, che dal 2018 segue il recupero dell’edificio. Il progetto combina memoria storica e interventi contemporanei, con un’attenzione particolare al dialogo con la scena artistica e culturale veneziana.
Cuore dell’offerta sarà Heinz Beck Venezia, il ristorante fine dining dell’hotel, pensato per una ventina di coperti e aperto esclusivamente a cena. La cucina riflette la filosofia dello chef: piatti costruiti sull’equilibrio tra gusto, leggerezza e attenzione nutrizionale. Le materie prime arrivano soprattutto dalla laguna e dal Mediterraneo. Tra le proposte, la ricciola con latticello affumicato, piselli freschi e limone in conserva, oppure il gambero rosso accompagnato da carote e alghe della laguna. Piatti che lavorano su ingredienti locali attraverso tecniche contemporanee e una lettura personale della tradizione italiana.
Il ristorante si trova nell’antica Orangerie del palazzo. L’ambiente, progettato sempre da Asmar d’Amman, è illuminato da forme in vetro scolpite che richiamano la vita marina e diffondono riflessi morbidi nello spazio. Un dettaglio nato, racconta il progetto, dalle conversazioni tra l’architetta e Beck sui fiori edibili della laguna.
Accanto al fine dining c’è La Casati, ristorante aperto a pranzo e cena che propone una versione più informale della cucina veneziana, mantenendo però la stessa impostazione gastronomica. Il nome rimanda alla marchesa Luisa Casati, figura eccentrica della Belle Époque che ispira l’atmosfera degli interni: spazi teatrali, materiali artigianali e una certa dose di scenografia. Nei mesi estivi entra in gioco anche un giardino di circa 300 metri quadrati, raro spazio verde nel centro della città.
Il terzo tassello è il Wagon Bar, omaggio dichiarato all’età d’oro dei viaggi su rotaia. L’ambiente richiama i lounge bar delle carrozze dell’Orient Express, rilette in chiave Art Déco. Durante il giorno propone piatti leggeri e cocktail classici, mentre la sera diventa uno spazio più raccolto, aperto fino a tardi.
Al piano nobile resta centrale il Salone Vittoria, un tempo sala da ballo della nobiltà veneziana. Qui si svolge ancora la parte più cerimoniale della vita del palazzo: colazioni, cene di gala ed eventi privati sotto grandi lampadari del Settecento. Anche in questo caso i menu portano la firma di Beck e del suo team, con un’attenzione particolare alle tradizioni dell’ospitalità veneziana.
Con l’arrivo dello chef tedesco, l’Orient Express Venezia prova così a mettere la gastronomia al centro dell’esperienza dell’hotel.
L’idea è costruire un percorso che tenga insieme alta cucina, momenti informali e spazi di rappresentanza. Un modello ormai diffuso nell’hotellerie di fascia alta, ma qui declinato con un accento molto veneziano: laguna, storia e un pizzico di scenografia.