Cancelli chiusi a Expo 2015 Milano saluta l'esposizione

Con circa mezz’ora di ritardo rispetto all’orario annunciato, alle 17:35 sono stati chiusi al pubblico gli ingressi di Expo Milano 2015

Cancelli chiusi a Expo 2015 Milano saluta l'esposizione

Con circa mezz’ora di ritardo rispetto all’orario annunciato, alle 17:35 sono stati chiusi al pubblico gli ingressi di Expo Milano 2015. Sicuramente per tutti quella di sabato 31 ottobre è l’ultima visita all'Esposizione, il 184esimo giorno, l’ultimo momento per passeggiare lungo il decumano, visitare i padiglioni e farsi timbrare il passaporto. Primo atto della cerimonia di chiusura di Expo il passaggio di testimone con il Kazhastan che ospiterà l’esposizioneinternazionale di Astana nel 2017. Sul palo i rappresentanti del Bie con ivertici del paese asiatico.

La giornata è stata all’insegna della sicurezza: "Anche stamani ho voluto convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare un ultimo punto della situazione, per raccomandare ancora una volta l’elevazione massima di tutti i livelli di attenzione da parte di tutte le forze di polizia", ha detto il prefetto di Milano e neo commissario straordinario a Roma Francesco Paolo Tronca. "Abbiamo fatto una sintesi degli interventi già disposti, del potenziamento dei servizi in atto e di quello che avremo sul campo alla luce della cerimonia conclusiva e della presenza del capo dello Stato", ha spiegato Tronca. Expo 2015 ha fatto registrare 184 giorni di lavoro, 7 milioni di stranieri che
hanno visitato l’evento, 21 milioni di visitatori e oltre 2 milioni di studenti. vVeri e propri record che sono stati ricordati durante la cerimonia in cui è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "L'Italia vince se è consapevole del valore della sua unità, se è capace di sanare le fratture anzichè approfondirle", ha affermato il Capo dello Stato. "C’è una grande domanda di Italia. Di bellezza italiana, di cultura italiana, di gusto italiano. È bene impegnarsi per appagare questa attesa che si rinnova, affinando sempre più le nostre vocazioni, a partire da quella europea - sottolinea - . Il nostro dibattito pubblico, per essere maturo e riconquistare credibilità e fiducia, non può oscurare le sinergie e i terreni di convergenza, pena un generale impoverimento. L’Italia vince se è consapevole delle sue qualità".

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