"Blitz" dei vescovi sullo ius soli "Questo è un punto cruciale..."

A Bari, i vescovi parlano di Mediterraneo e immigrazione. Il presidente della Cei: "Basta con la politica sul sangue dei popoli"

"Blitz" dei vescovi sullo ius soli "Questo è un punto cruciale..."

"La questione della cittadinanza è cruciale per tutti". A dirlo è il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti che, con il suo intervento, ha aperto l'incontro a Bari, Mediterraneo, frontiera di pace, a cui hanno partecipato 58 vescovi di 20 Paesi, che affacciano sul Mediterraneo.

La cittadinanza, a detta del vescovo, "è questione che si pone in maniera nuova per gli stessi Paesi di antica tradizione democratica con le sfide dell'accoglienza e dell'integrazione dei migranti, dello spazio pubblico reclamato da tutte le religioni". I Paesi in questione "si ritrovano a fare i conti con la pericolosa tentazione a involuzioni identitarie, che minano il fondamento dei diritti inviolabili della persona". Poi, Bassetti racconta di aver viaggiato in alcune nazioni del Mediterraneo: "Quanta sofferenza, quanta ingiustizia, quanta indifferenza", dice il cardinale, ricordando che "questo è il contesto nel quale siamo chiamati a vivere la nostra comune vocazione per una cultura dell'incontro e della pace nel Mediterraneo". E ha aggiunto: "Tale vocazione non può essere destinata a rimanere un semplice buon proposito, ma è l'unica possibilità realistica di benessere e prosperità dei nostri popoli, l'unica via che ne può assicurare la sopravvivenza".

Il cardinale lancia anche un appello ai vescovi: "Non possiamo vedere la questione dei migranti in maniera settorializzata, come se fosse solo un problema di 'esodi' che impoveriscono i territori o di 'arrivi' che li destabilizzano: il povero, che parte o che decide di restare, che arriva e che troppo spesso muore durante il viaggio o conosce sofferenze e ingiustizie indicibili, è Cristo che emigra, resta, soffre, bussa alle nostre porte".

Infine, arriva la dura ammonizione: "Basta con la politica fatta sul sangue dei popoli. La tutela dell'ambiente e della salute umana necessitano di un alto grado di costante collaborazione e scambio di informazioni, di relazioni internazionali, scientifiche, culturali, educative, fondate sulla trasparenza, sulla veridicità, sulla fiducia". E aggiunge che "la solidarietà fra i popoli e la capacità di darsi regole comuni" sono necessarie e che la promozione della pace e della dignità "non sono sogni, ma la condizione per garantire la sopravvivenza ordinata e pacifica del pianeta. Sono obiettivi a portata dell'umanità contemporanea e sono nel contempo il riflesso della verità profonda dell'uomo che Gesù Cristo ha rivelato e salvato".

Bassetti chiede di agire per la pace, perché l'alternativa ad essam soprattutto nel Mediterraneo, potrebbe essere "il rischio di un caos incontrollato". Per questo, "dobbiamo pretendere che le controversie internazionali siano affrontate e risolte nel quadro del diritto, del bene comune e di una più forte, più funzionale e incisiva azione delle Nazioni Unite".