"Ma un trans può fare la tata?". E sui social esplode la polemica

La pr Francesca Immacolata Chaouqui, coinvolta nel caso Vatileaks, pubblica su Facebook la lettera di un transessuale che si propone per il ruolo di tata di suo figlio e scatena un mega dibattito chiedendo consiglio a Mario Adinolfi

"Ma un trans può fare la tata?". E sui social esplode la polemica

Mamma cerca tata. È questa la nuova missione di Francesca Immacolata Chaouqui, la ‘papessa’ condannata a 10 mesi con pena sospesa dal Tribunale del Vaticano per il caso Vatileaks. La Chaouqui, abbandonate le alte sfere vaticane, è alla ricerca di una baby sitter per il suo Pietro Elijah. Un fatto privato che, sui social, ha avuto un risvolto politico che ha coinvolto anche Mario Adinolfi, direttore e La Croce e leader del Popolo della Famiglia.

La lettera del baby sitter transessuale

La Chaouqui, negli scorsi giorni, ha ricevuto e pubblicato su Facebook una lettera da un aspirante tata di nome Alessandra, altamente qualificata ma con una caratteristica particolare: dichiarava di essere un transessuale. Alessandra, dopo aver elencato le sue qualità professionale, racconta di essere tornata in Italia dagli Stati Uniti per assistere il padre malato di halzaimer che, ormai, è morto già da due mesi."Non lo vedevo da anni, da quando da Alessandro ho deciso che il mio corpo di uomo imprigionasse l'anima di una donna. Ho cambiato sesso. Inutile nasconderlo perché la mia posizione INPS riporta i miei dati al maschile”, confessa l’aspirante tata. “Attendo una sua chiamata, ma so che non arriverà. Come non ne sono arrivate decine di altre per posizioni che avrei potuto ricoprire con professionalità e competenza. Una speranza comunque mi induce ad inviarLe la mia candidatura e a credere che al mondo ci sia posto anche per me", conclude amaramente Alessandra."Che dite la chiamo?", si chiede alla fine del post Chaouqui che decide di taggare Adinolfi per avere un suo parere sul tema. La risposta del leader del Popolo della Famiglia arriva con un lungo post intitolato:"Un trans non può fare la tata".

Il parere di Mario Adinolfi

"Se c'è una email che può portare guai - scrive l’ex deputato Pd su Facebook - è questa e Francesca ha chiesto pubblicamente il mio parere, qualificandomi come "massimo esperto" in materia di trans . Vero, ne ho scritto analiticamente in Voglio la mamma e conosco bene quel mondo. La domanda alla fine è semplice: può un trans fare la tata di un bambino? Francesca si dice tentata dal telefonare ad Alessandro e offrirgli "una chance". Io credo che farebbe un grave errore e per fortuna anche il marito Corrado Lanino la pensa come me. Altri, come la parlamentare del Pd Anna Ascani e suoi seguaci politically correct, tifano per il trans-tata. Ovviamente scatta il solito dibattito sui cattolici che discriminano mentre il Vangelo dice che semo tutti 'na grande chiesa...". Per Adinolfi quindi, Alessandra non sarebbe adeguata al ruolo. Ma perché citare proprio la dem Ascani? Si tratta di un semplice caso di omonimia che manda su tutte le furie la deputata.

L'intervento di Anna Ascani

"Caro Adinolfi, sono Anna Ascani, parlamentare del Pd. Non leggo i suoi post - scrive -, non avevo intenzione di iniziare. Così come non leggo quelli della dott.sa Chaouqui, tanto meno li commento. Mi hanno segnalato questo e purtroppo ho dovuto rinunciare a quella buona abitudine. Capisco che la foga le sia d'impedimento spesso all'approfondimento. Stavolta però ha chiamato in causa me per un commento di una mia omonima. Bastava aprire il profilo per scoprirlo. Forse è una figuraccia. Forse qualcosa di più. Forse è solo la dimostrazione del fatto che bisognerebbe approfondire. Faccia lei”, conclude la Ascani mostrando tutto il suo disinteresse verso la ricerca di una tata da parte della pr Chaouqui che, a questo punto, scrive per difendere l’amico Adinolfi.

La risposta della Chaouqui

"Buonasera Onorevole. Posto che ci sarà anche stato un errore e le chiediamo scusa visto che ci tiene tanto, Non posso fare a meno di notare nel suo post un certo disprezzo per la mia persona. Mi domando cosa abbia potuto fare per meritarmelo visto che prima di stasera sapevo della sua esistenza solo perché è stata candidata a sostituire la Boschi nel becero gossip rosa del nostro ex premier” è la risposta al vetriolo della Chaouqui.“Comunque se posso permettermi – conclude - inizi a seguire i miei problemi di baby sitting: per come vanno le cose nella corrente del suo partito andrà a finire che dovrà candidarsi Lei per accudire mio figlio. Dopo le elezioni se vuole può mandare il cv a amministrazione@viewpointstrategy.it saremo sicuramente lieti di farLe un colloquio, sempre che (e non credo) parli inglese!!".

La Chaouqui, ieri, decide finalmente di rispondere anche all'aspirante tata Alessandra spiegando che, dopo aver riflettuto con suo marito, ha deciso di respingere la sua candidatura. Ma, a sorpresa, arriva una controproposta."Allo stesso tempo però – scrive Chaouqui - l'onestà e la trasparenza con cui ha raccontato la sua storia mi hanno colpito. La prego perciò allora di inviare il suo cv ad amministrazione@viewpointstrategy.it: Viewpointstrategy è l'azienda di comunicazione e relazioni esterne di cui sono Ceo.

Stiamo cercando per la sede di Roma una persona che si occupi della reception, dell'approvvigionamento materiali e che curi le gestione delle colazioni di lavoro nella foresteria. Dovremmo essere operativi per il ruolo intorno alla fine di gennaio. La contatteremo la prossima settimana per un colloquio. L'occasione mi è gradita per inviarLe i miei migliori saluti".

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