Coronavirus, diamoci una calmata. La tubercolosi ne uccide 1,6 milioni

La tubercolosi è tra le prime 10 cause di morte nel mondo. Ogni anno, solo in Italia, 4mila nuovi casi e 350 decessi. Ma non preoccupa come il Coronavirus

Coronavirus, diamoci una calmata. La tubercolosi ne uccide 1,6 milioni

Forse un giorno daremo ragione alla "signora del Sacco" e un po' meno all'ormai onnipresente Roberto Burioni. O forse no. Il coronavirus è un tema delicato, da affrontare con attenzione. Nessuno dice di non provare a limitarne la diffusione con zone rosse e quarantene varie nelle aree contagiate. Sono misure sacrosante, anche per evitare di mandare in crisi ospedali e sistema sanitario. Ma ogni cosa va affrontata con calma.

È vero: contro Covid 19 non abbiamo cure sperimentate, non abbiamo un vaccino (al netto delle scoperte Usa di queste ore) e non sappiamo ancora che effetto farà sui pazienti che lo contraggono e poi guariscono. Il tasso di letalità (2-4% a Wuhan, 0,7% fuori dalla Cina) è più elevato di quello della normale influenza (0,1%), virus che conosciamo bene visto che si presenta ogni anno in forme più o meno simili. Affrontare qualcosa di sconosciuto fa sempre paura, è normale. Ma per ora quella del coronavirus non è ancora "una pendemia" (sebbene ne abbia tutte le potenzialità).

Non dico che non vada combattuto. Non dico che tutte le decisioni prese siano eccessive. Ma la reazione, mediatica e umana, quella sì: mi pare eccessiva. Per capirlo, credo occorra sollevare un attimo lo sguardo dal virus su cui siamo concentrati da giorni e allargare il punto di vista ad altre malattie. Le conosciamo, sappiamo che infettano migliaia (a volte milioni) di persone e ne ammazzano altrettante. Vivono da anni con noi. I nostri vicini potrebbero esserne colpiti. Eppure non attirano la stessa attenzione e non provocano assalti insensati ai supermercati.

Proprio due giorni fa, il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha emesso l’ultimo rapporto annuale sulla tubercolosi in Ue. La pubblicazione capita a fagiolo. La Tbc è una malattia infettiva e contagiosa, causata da un batterio, che interessa normalmente i polmoni ma può anche coinvolgere altre parti del corpo. "Se non trattata - spiega l'Istituto superiore di sanità - può portare al decesso". La Tbc è presente in tutte le parti del mondo, nessuno escluso. E si trasmette per via aerea più o meno come il coronavirus (anche se più difficilmente), "attraverso le secrezioni respiratorie emesse nell’aria da un individuo contagioso, per esempio tramite saliva, starnuto o colpo di tosse”.

I numeri, questi sì, dovrebbero far preoccupare. Nei 31 Paesi del Vecchio Continente, sono stati registrati nel 2017 ben 55.337 casi di Tbc. Ad oggi il Covid 19 si ferma a 383 in Europa e a 81mila in tutto il mondo, Cina compresa. Sebbene i contagi stiano diminuendo, siamo ancora lontani dal debellare del tutto la tubercolosi contro cui combattiamo da decine di anni. Eppure sembra preoccuparci meno del nuovo coronavirus.

Direte: la Tbc sappiamo come curarla, o almeno rallentarla. Vero: tra il 2000 e il 2017 le diagnosi hanno salvato circa 54milioni di individui. Ma non l'abbiamo sconfitta e non esiste un vaccino del tutto funzionante: ad oggi l’unico a disposizione (BCG) è efficace nella prevenzione di alcune forme gravi infantili della malattia, ma sono ancora in corso sperimentazioni alla ricerca di vaccini più efficaci. "Nel mondo - spiega il ministero della Salute - si stimano 558mila nuovi casi con resistenza alla rifampicina, il farmaco più efficace contro la tubercolosi". La Tb multi-farmacoresistente (MDR-TB) rappresenta ancora oggi "un grave problema per la salute pubblica e una minaccia per la sicurezza sanitaria". Il tasso di mortalità stimato in Europa, per dire, è di 0,8 decessi ogni 100mila abitanti. Ovvero un totale di 4mila persone all’anno. In confronto al coronavirus, una strage.

Anche perché se allarghiamo il discorso a tutto il mondo, il quadro si aggrava. E non di poco. Nella sola regione europea dell'OMS sono stati stimati nel 2017 ben 275mila casi di Tbc e 24mila decessi. La malattia rappresenta ancora una delle 10 principali cause di morte nel mondo. "Globalmente - si legge nel sito dell’Iss - si stima che 1,7 miliardi di persone siano infettate con Mycobacterium tuberculosis e il 5–15% di queste svilupperà la malattia attiva nel corso della propria vita". Nel 2017, a fronte di 10milioni di persone ammalate (di cui 1 milione di bambini), la Tbc ha portato al decesso di 1,6 milioni di persone (230mila bimbi). 1,6 milioni, capito?

Solo in Italia, per dire, sono stati notificati 3.944 pazienti positivi, che nel 66% dei casi riguarda cittadini nati all’estero (in gran parte migranti). Ogni anno, nel Belpaese, muoiono circa 340 persone di tubercolosi. Per arrivare a queste cifre, il coronavirus dovrà fare molta strada. Ad oggi è fermo a 2.768 morti nel mondo e 12 in Italia. Quindi, ben vengano alcune necessarie misure per contenerla. Ma diamoci una calmata.

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