Coronavirus, il metodo che evita la strage: "Nessun paziente è morto"

Piacenza inondata di contagi. I primi morti. Poi l'idea del dottor Luigi Cavanna: la cura casa per casa. "Così i pazienti guariscono"

"Ricordo un tardo pomeriggio al pronto soccorso. Parlavo con i miei colleghi. Avevamo le maschere, i caschi, il sibilo dell'ossigeno che arrivava all'orecchio. Sembrava di vedere una cortina di fumo. Faceva paura". Piacenza, febbraio 2020. Se chiudiamo gli occhi e torniamo a quei giorni, i ricordi possono farsi confusi. È tutto così frenetico: i primi contagi, l'allarme coronavirus, la chiusura, le riaperture, gli ospedali pieni, le bare. La morte. Nel marasma della provincia emiliana al confine con la Lombardia, la più colpita in Italia in proporzione agli abitanti, gli operatori sanitari combattono una battaglia ad armi impari. I reparti vengono trasformati in zone Covid, le sale operatorie in terapie intensive. I nosocomi nelle aree periferiche devono essere riconvertiti. I ricoveri si contano a centinaia. Mentre le vittime cadono una dietro l'altra, un medico piacentino ha un’illuminazione: perché continuiamo ad ammassare i pazienti in ospedale, perché li facciamo arrivare in pronto soccorso quando ormai gli manca l’aria, invece di aggredire prima la malattia?

Le bare nel forno crematorio di Piacenza

Luigi Cavanna, primario di Oncologia, oggi è conosciuto come il padre del "metodo Piacenza". Voce pacata, eloquio ordinato. Riesce a rendere chiaro anche quello che a molti appare oscuro. "All’inizio si pensava fosse una infezione virale, forse più brutta dell’influenza, ma nulla di così rilevante. Poi ci siamo resi conto che invece è una malattia drammaticamente seria". In poche parole il suo rivoluzionario approccio al coronavirus può essere riassunto così: "Il paziente deve essere trattato tempestivamente e questo vuol dire che va curato a casa". Semplice, eppure piuttosto complesso. Soprattutto se devi inventarlo quando, nei primi istanti dell’epidemia, la scienza medica si sta dirigendo in massa nella direzione opposta. "Se torniamo indietro nel tempo, ricorderete che tutte le televisioni, nazionali o locali, facevano questa raccomandazione agli italiani: state a casa e non andate al Pronto soccorso. Il problema è che diverse persone hanno seguito il consiglio assumendo solo tachipirina e alla fine non riuscivano più a respirare, chiamavano il 118 e arrivavano di corsa in ospedale". A quel punto i medici si trovavano di fronte ad un malato ormai quasi irrecuperabile. "Il virus - spiega Cavanna - all'inizio si moltiplica, poi innesca una risposta immunitaria dell'organismo che determina una infiammazione che distrugge gli alveoli dei polmoni". In poco tempo gli organi si lacerano per sempre. "Quando il danno è fatto, è difficilmente recuperabile. È per questo che poi tante persone non ce l’hanno fatta".

Sanitari disinfettano un camion (La Presse)

Di necrologi le pagine dei quotidiani piacentine sono piene. Soprattutto nelle prime due settimane. "Lavoro in oncologia ed ematologia, reparti abituati a confrontarsi con la sofferenza e la morte - racconta Cavanna - Ma in quei giorni ho avuto l'impressione ci trovassimo di fronte a qualcosa mai visto prima. Faceva paura, talmente tanti erano i malati in quei lettini di fortuna. Le ambulanze arrivavano in fila a portare altri pazienti, io mi guardavo intorno, incrociavo gli occhi dei colleghi. Avevamo la percezione di non farcela". È in quello stato di impotenza che sboccia l'idea di cambiare approccio. "Nelle riunioni cercavamo sempre di aumentare i posti nelle emergenze e nelle rianimazioni, ma poi abbiamo capito che questa è una infezione virale che ti lascia del tempo per intervenire. Non è un ictus, un infarto o un arresto cardiaco che colpiscono in pochi minuti o in pochi secondi: ti lascia una settimana o anche 10-15 giorni". C’è quindi spazio per agire prima che il quadro clinico si aggravi. Il ragionamento è logico: se il paziente in ospedale viene sottoposto a un trattamento basato su un antivirale e sull'idrossiclorochina (un antimalarico), tutti farmaci che si assumono per via orale, cosa ci impedisce di iniziare la cura all'insorgere di primi sintomi? "Ci siamo detti: cerchiamo di andare nelle case, non solo per la semplice visita ai malati, ma con tutto l’occorrente per curare la malattia tempestivamente".

Luigi Cavanna, primario di oncologia a Piacenza

Così il 1° marzo Cavanna e un infermiere iniziano il loro tour a domicilio. Sono spedizioni diverse da quelle realizzate da altre Unità speciali (Usca) in Italia. Non vanno solo a visitare il paziente a casa o a fare il tampone, sono lì per curarlo come se fossero in ospedale. Con loro portano i Dpi, un termometro, i palmari per realizzare l’ecografia sul posto, un saturimetro, il tampone e un kit di farmaci già pronti all'uso. Compresa l’idrossiclorochina, già usata contro Sars e malaria. "Se l'ecografia toracica è dubbia e mostra polmoniti interstiziali - racconta l'oncologo - dopo aver chiesto il consenso del paziente, consegniamo i farmaci e gli diciamo: 'Lei inizi la terapia, anche in attesa del risultato del tampone'. Alle persone che presentano polmoniti severe lasciamo anche l'ossigeno. Poi ogni giorno i pazienti ci comunicano i dati della propria saturazione, in modo da poterli monitorare dall'ospedale".

I primi esperimenti Cavanna li porta avanti (quasi) da solo. Poi dal 15 marzo l'Ausl piacentina si organizza e mette in pieni alcune Usca dedicate allo scopo. "La prima fu una paziente oncologica, una signora che vive da sola", ricorda Cavanna. "Era entrata al pronto soccorso con la febbre, la tac aveva evidenziato una polmonite interstiziale, ma lei aveva atteso lì per dieci ore. Poi aveva firmato la cartella, chiamato un taxi e si era fatta portare indietro. Il giorno dopo mi ha chiamato dicendomi: 'Io sono a qui, da sola, sto male. O mi venite a visitare a casa o io muoio'. Lei cosa avrebbe fatto?". Domanda retorica. "Il dramma di questa infezione è che ha abituato gli italiani a morire da soli. Veder arrivare due sanitari a portare dei farmaci, che lasciano un numero di telefono da chiamare, un saturimetro e ti spiegano cosa fare, per loro era già una mezza salvezza. A me questo ha messo in crisi, perché i malati in un Paese evoluto non dovrebbero mai avere la percezione di sentirsi abbandonati". In Italia, purtroppo, è andata così.

La cura "precoce" e "a domicilio" si rivela da subito molto efficace. "Le persone non peggiorano, guariscono prima e soprattutto non muoiono". Presto i risultati degli studi sul "metodo Piacenza" saranno pubblicati su una rivista per dare informazioni alla comunità scientifica. Ma le analisi che a fine aprile Cavanna anticipa al Giornale.it sono straordinarie: "Su 250 pazienti curati a domicilio, le posso dire che nessuno di loro è morto. Né a casa né in ospedale. Di questi, è stato ricoverato meno del 5% e tutti sono tornati a casa, di cui la metà entro pochi giorni". Si tratta di dati "veri", "rilevanti" e "rincuoranti", su cui occorrerà fare delle riflessioni. "Per tanto tempo si è discusso di aumentare i posti in terapia intensiva, una strategia criticabile - dice Cavanna - Ma quando un malato va in rianimazione lo dobbiamo vedere come il fallimento della cura. Dovrebbe essere l'ultima spiaggia: la malattia virale va aggredita precocemente". Solo così si può sconfiggere il Sars-Cov-2, "ridurre gli accessi al pronto soccorso" e "bloccare la storia naturale" del morbo. Evitando un fiume di vittime.

Il tempo crematorio di Piacenza (La Presse)

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Commenti

bastanegri

Ven, 08/05/2020 - 10:03

Averceli medici così. Fortunati i suoi pazienti.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Ven, 08/05/2020 - 10:04

Da quanto tempo commento in questo senso?Alla luce dell'evidenza,la sintomatologia andava curata SUBITO,con le ATTUALI terapie a disposizione,risolvendo il "problema" confinandolo ad una brutta influenza(da curarsi a CASA),come TUTTE le influenze che sino a ieri,hanno colpito una parte della popolazione,e hanno causato morti solo nella parte più debole,per varie patologie(obesità,cardiovascolari,diabete,ect....),e di cui nessuno si è poi tanto preoccupato....Non faccio altri commenti!

steluc

Ven, 08/05/2020 - 10:19

Le asl diedero l’ordine ai medici di base di chiudere bottega, non uscire e visitare per telefono ( tachipirina e ciao) demandando agli ospedali, peraltro già i tasti dai tagli e dalle chiusure precedenti, la gestione della pandemia. Una follia. Aboliamo la riforma del 1978.

Nick2

Ven, 08/05/2020 - 10:23

Peccato che, in Lombardia un certo Maroni abbia di fatto abolito i medici di base...

Ritratto di computerinside

computerinside

Ven, 08/05/2020 - 10:23

Bravo!

ruggerobarretti

Ven, 08/05/2020 - 10:27

Zagovian: purtroppo, piano piano, un po' alla volta, si scoprono tante cose. Per questo il caporione vorrebbe imporre il silenzio ai suoi colleghi. Che poi per lui non lo sono neanche, dira' certamente che sono "somari".

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Ven, 08/05/2020 - 10:30

@zagovian, devi capire che in questi momenti, con urgenza, bisognava pensare a regolarizzare gli immigrati, gli infettati non era la priorità.

Nick2

Ven, 08/05/2020 - 10:42

Zagovian, parlo per la Lombardia. Ogni medico di base ha migliaia di pazienti e non li può seguire nemmeno in condizioni normali. Nel mese di marzo ci si è trovati con migliaia di telefonate al 112, con centinaia di persone che intasavano i pronto soccorso di tutti gli ospedali. Per mancanza di mezzi e di medici almeno 10 mila persone sono morte in casa, senza aver ricevuto una visita, un tampone. Una regione con oltre 10 milioni di abitanti non può avere soltanto 724 posti letto in terapia intensiva. Questo è il risultato della privatizzazione (con denaro pubblico) di Formigoni e Maroni. Le cliniche private, spesso eccellenze, guardano esclusivamente al profitto e se ne fregano di polmoniti, infarti, crisi respiratorie o ictus, che non rendono e vengono relegate alla sanità pubblica, ormai completamente cannibalizzata. Come puoi essere così superficiale?

MOSTARDELLIS

Ven, 08/05/2020 - 10:51

Certo, è incredibile come questo sistema non sia stato adottato a livello nazionale. Non si sa bene cosa stiano facendo le numerose taskforce composte da oltre 500 "esperti". Sta di fatto che Conte e tutto il Governo, compresi i vari commissari (Arcuri, Borrelli, Colao) sono nel pallone, ma non lo dicono e soprattutto non fanno assolutamente niente. Che vergogna e c he disgrazia per questo povero paese.

Ritratto di jonny$xx

jonny$xx

Ven, 08/05/2020 - 11:01

questo articolo lascia pensare che sarebbe stato tutto più semplice, allora chi ci sta marciando chi sta cavalcando la malattia e la paura sulle spalle della povera gente? ognuno tragga le proprie conclusioni

cgf

Ven, 08/05/2020 - 11:04

@Zagovian il paziente 1, certo Mattia di Codogno, è una persona atletica, nel pieno della saluta, maratoneta, mai visto un maratoneta obeso o grasso o con problemi cardiorespiratori, magari cronici? La SUA verità la tenga per i suoi Kompagni o casa sua, fuori sarebbe meglio lasciare dei dubbi anziché dissiparli.

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Ven, 08/05/2020 - 11:06

@Nick2 Si dice che il tempo sia galantuomo, I Lombardi hanno avuto modo di provare sulla loro pelle l'"Eccellenza" della loro Sanità e sicuramente se ne ricorderanno alle urne la prossima volta. Di "eccellente" nella sanità lombarda c'è solo quello che può generare profitto ai privati, tutto quello che è presidio del territorio ed emergenzialità è al di sotto della media nazionale. Un dato per tutti è che la Lombardia, ad inizio epidemia, aveva una media di posti in terapia intensiva per milione di abitanti inferiore alla media nazionale. Anche oggi il numero di USCA attivato in Lombardia è inferiore a quello di tantissime altre regioni e sono la regione più impestata, del resto la presenza sul territorio se hai deciso, come modello, di abbandonarla non è che poi puoi ricostruirtela in dieci minuti ...

cgf

Ven, 08/05/2020 - 11:09

@Nick2 Ven, 08/05/2020 - 10:23 Cambiare la realtà per soddisfare le proprie convinzioni, non le permetterà MAI di combinare qualcosa di buono. Maroni non ha tolto medici di base, consulti gli elenchi pubblici e facilmente reperibili per rendersene conto anziché sparare grosso. Certo, come TUTTE LE REGIONI, nessuna esclusa, ha dovuto fare tagli, ma perché il governo Monti (e da allora ha sempre governato la Sinistra) ha effettuato tagli di miliardi di euro nelle erogazioni.

Astag

Ven, 08/05/2020 - 11:12

Vi ricordo cari intelligentoni che la stragrande maggioranza dei malati di covid19 guarisce da sola senza nemmeno presentare particolari sintomi. In totale in Italia siamo a circa 250.000 persone che hanno presentato sintomi, vi risulta che siano finiti tutti in ospedale? Se si praticava la teoria di questo medico ci sarebbero stati una serie di sforzi inutili e spreco di farmaci (che non sarebbero certo bastati per tutti peggiorando le cose) che avrebbe fatto ridere il mondo e piangere noi tutti. Poichè gli aggravamenti arrivavano solo ad una piccola percentuale di contagiati è inutile iniziare a curare tutti a casa visto che il 90% non ne avrà bisogno! Non sarebbero poi bastati ne i farmaci ne i medici, se questo signore ha potuto operare in ospedale prima e poi a casa è perchè il 90% dei malati piacentini se l'è cavata a casa da solo con la sola tachipirina appunto!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Ven, 08/05/2020 - 11:21

do-ut-des 10:30...già!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Ven, 08/05/2020 - 11:25

MOSTARDELLIS 10:51...e le "intenzioni di voto" continuano sostanzialmente a confermare questa "maggioranza",con il 40% che non si sbilancia(..e chi non si sbilancia,acconsente...)

romabene

Ven, 08/05/2020 - 11:39

Secondo ISTAT nella provincia di Piacenza si è verificato un eccesso di mortalità del 264%, rispetto alla media dei 4 anni precedenti, per cui tale provincia è al quarto posto in Italia per mortalità legata a COVID-19. Sicuramente è lodevole l'esperienza descritta nell'articolo, ma che sia in assoluto il miglior modo per trattare la malattia è altra questione. Variazioni genetiche del virus potrebbero spiegare la diversa risposta ai farmaci, tanto che alcune esperienze con clorochina hanno avuto risultati non buoni.

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Ven, 08/05/2020 - 11:46

@cgf Io questa storia dei tagli alla sanità l'ho sempre sentita e l'ho sempre data per fatto assodato fino a quando un giorno non mi sono chiesto di cosa si stesse parlando in soldoni e sono andato a studiarmi la faccenda. Ed ho scoperto che i realtà non è mai accaduto che lo Stato versasse anno su anno meno soldi dell'anno precedente (tranne forse tra il 2012 e il 2013 ma di pochissimo). In realtà quando si parla di "tagli" si fa riferimento a riduzioni sui maggiori stanziamenti previsti, in pratica oggi lo Stato spende 100 e per il prossimo pensa di stanziare 110, in realtà di questi +10 ne versa alle regioni effettivamente 104, i 6 mancanti sono considerati "tagli"

michettone

Ven, 08/05/2020 - 11:47

x ASTAG - Lei è troppo drastico e sanzionatorio quasi! Il dott. Luigi CAVANNA, a prescindere, ha detto ed agito in funzione di effettiva soluzione creduta da lui soltanto, migliore e funzionante, certo anche a ragione della sua esperienza. Tutti gli eventuali malati (rimasti a casa e guariti per….intervento divino), non dichiarati e presenti sulle varie percentuali e conteggi giornalieri, possono essere presi in considerazione solamente OGGI, ergo, PLAUDO al dott. Cavanna e colleghi come lui, strumenti del nostro Dio, che vi benedice TUTTI! amen

Ritratto di ex finiano

ex finiano

Ven, 08/05/2020 - 12:04

È lampante che prima viene curato e più ci dono possibilità di guarire. È lampante che se uno va in ospedale già compromesso ci sono molte possibilità che muoia! Ma è possibile che tutti gli esperti che sono saltati fuori in questa circostanza non ci siano arrivati? Eppure era un pensiero che molta gente comune aveva.

agosvac

Ven, 08/05/2020 - 12:09

Essere curati a casa propria dà già di per sé tranquillità. Gli ospedali, si sa sono intanto centri di diffusione di strani virus e batteri ma sono anche talmente alienanti da indurre il paziente alla disperazione e quindi contribuiscono a farlo peggiorare invece che migliorare. Ovviamente ci sono situazioni che richiedono l'ospedalizzazione per effettuare interventi particolari. Ma, se si può essere curati a casa propria, è sempre meglio. Purtroppo anche per cose apparentemente semplici i medici di famiglia si rifiutano di visitare i pazienti a casa, dicono che è pericoloso per loro, i medici, di certo non per i pazienti. Credo che si dovrebbe rivedere ex novo l'organizzazione sanitaria italiana. Inconcepibile che un medico di famiglia si limiti a fare prescrizione invece di prendersi cura dei suoi pazienti.

Gianca59

Ven, 08/05/2020 - 12:18

Così dovrebbe essere per una emergenza da affrontare come tale. Invece, almeno in Lombardia, devi essere più vivo che morto per poter veder un 112 che ti arriva a casa,per non parlar di medico e guardia medica....

Luisigno

Ven, 08/05/2020 - 12:41

Invece ascoltiamo quelli che scaldano le poltrone delle televisioni i vari BURLONI

cgf

Ven, 08/05/2020 - 12:54

@El Presidente Ven, 08/05/2020 - 11:46 la smetta di informarsi a senso unico, le erogazioni sono calate, i medici di base costretti ad essere più impiegati che medici, non lo dico solo io, ma tutti i medici

Una-mattina-mi-...

Ven, 08/05/2020 - 13:41

SEGNO EVIDENTE CHE I TANTI MORTI SONO STATI CAUSATI DA DIAGNOSI ERRATE E TERAPIE SBAGLIATE. IN OGNI CASO SI CONTINUA A PARLARE DI UNA MALATTIA MARGINALE E DI UN VIRUS A BASSA PATOGENICITA'...

manson

Ven, 08/05/2020 - 13:42

la verità è che le persone malate anche ai primi sintomi dovevano essere curate, ma in strutture ospedaliere con almento un infermiere sempre presente per valutare il peggioramento ed intervenire. andavano requisite tutte le cliniche private di ogni genere e il personale precettato

oracolodidelfo

Ven, 08/05/2020 - 13:56

nick2 10,23 - abito in Lombardia e dei tre medici di base del mio paesello non ne è stato abolito neanche uno! Anzi, uno dei tre, a turno, è disponbile quando gli altri due non ci sono........sicchè....

nopolcorrect

Ven, 08/05/2020 - 13:56

Complimenti a questo bravissimo e geniale Dottore, molto più bravo dei tanti famosi virologi che vediamo regolarmente in televisione.

Nes

Ven, 08/05/2020 - 14:11

Chi non ha capito nulla sono stati quelli che aiutavano il governo a dire state a casa e non intasati gli ospedali, se non siete stati in Cina e non avete avuto contatto con ammalati di coronavirus e solo una semplice influenza e intanto venivano abbandonati a se stessi presso le loro residenze, poi, quando non ne potevano più, li trasportavano presso i nosocomi, ma per loro era già tardi. Questo l'ho scritto da qualche mese dicendo che i malati andavano curati a casa. Ma le famose "task force", unite ai gravi errori del governo che ha lasciato una nazione sprovvista anche di mascherine e probabilmente il virus già circolava da mesi in Italia, hanno fatto il resto.

cgf

Ven, 08/05/2020 - 16:19

Guardi Presidente che l'eccellenza l'hanno sempre mostrata, lo dimostra il pendolarismo sanitario che esiste in Italia. Riguardo alla pandemia, non oso pensare in Lazio o in Sicilia considerato che proprio da Roma sono arrivati i maggiori ostacoli. Facciamo così, ora ognuno è obbligato a curarsi nella propria regione, contento? Di certo in Lombardia/Veneto/Emilia non si aspetteranno più mesi per gli "indigeni".

Ritratto di eaglerider

eaglerider

Ven, 08/05/2020 - 17:12

La vera storia è che l'ISS e l'OMS e tutti i Burioni e soloni da tv, ancora aspettano conferme per la clorochina (che ha controindicazioni!) e per la cura con il plasma, mentre centinaia continuano a morire ogni giorno. La verità? La cura costa poco e i meriti sarebbero di un "dottorello" di Provincia ! Non un prof. o accademico!

daino

Ven, 08/05/2020 - 17:50

questo medico ha perfettamente ragione come il dott. Stefano Montanari: il problema di questa "influenza" sono i trombi (coaguli del sangue) che avvengono spesso nelle persone dai 50 anni in su anche in maniera spontanea. se questi impediscono il normale flusso sanguigno ai polmoni e quindi l'assorbimento di ossigeno del sangue con la conseguente cessione di anidride carbonica da espellere durante la fase di espirazione; succede che si "crepa". la malattia andava curata con anticoagulanti in primis antivirali ecc...A CASA, subito in prima fase o max seconda senza aspettare che il paziente arrivasse alla terza finale. intubare i pazienti e' stato quasi peggio; e' inutile pompare ossigeno se non c'e' poi il consumo e' chiaro? altro che!.... eroi........!!! siamo gestiti da una massa di incompetenti, mentre i dottori competenti sono stati tacitati e lasciati senza armi di nessun tipo. a buon intenditor .......poche parole.....

Raffaello13

Ven, 08/05/2020 - 18:22

Quando è iniziata la pandemia, avevo avuto notizia, da degli Amici della Lombardia che esisteva questa cura, MA, dopo pochi giorni, il Ministero ha dato ORDINE ai NAS di Bloccare i Farmaci Salvavita, per PAURA che la gente si curasse da SE, col risultato di FAR Morire a Casa o in tardiva Rianimazione CENTINAIA di Pazienti. Tutto per la Cattiva Informazione dei Cattivi Consiglieri del potere...

killkoms

Sab, 09/05/2020 - 13:02

La sfortuna di Piacenza è stata di essere vicina all'area di Milano.la fortuna è stata di essere un'area poco abitata per cui ha fatto da parafulmine all'Emilia!

killkoms

Sab, 09/05/2020 - 14:59

La fortuna nella disgrazia,di Piacenza e provincia,è stata di essere poco popolata poiché un simile sistema non potEva essere fatto a Bergamo e provincia !

michettone

Dom, 10/05/2020 - 10:39

x DAINO - applausi a scena aperta, soprattutto per la "spiega" elementare e comprensibile da chiunque! Gli stessi complimenti, che accompagnano i risultati ottenuti dalla Scienza e Coscienza del dott. Cavanna, il quale, tra l'altro, ha atteso di vedere il risultato per porlo all'attenzione di chi, dovrebbe essere competente. Peccato che come Voi, ce ne siano pochissimi, in proporzione, su questo benedetto Paese! Complimenti ancora.