Così la tassa grillina sulle auto mette a rischio 50mila posti di lavoro

L'allarme della Cgia: "Sul settore dell'auto un carico fiscale di 70 miliardi di euro. molti meccanici rischierebbero di veder crollare il proprio fatturato"

Così la tassa grillina sulle auto mette a rischio 50mila posti di lavoro

I grillini ci tengono "molto", Salvini non la vuole. Ma per ora la manovra prevede una ulteriore tassa sul settore automobilistico che profuma già di stangata. La norma è stata pensata dal M5S per favorire l'acquisto di auto elettriche, aumentando le imposte sulle macchine a benzina e diesel. Un salasso che, per esempio, su una Panda può valere un aumento di 400 euro.

L'allarme arriva anche dalla Cgia di Mestre. "Già oggi in Italia sul settore dell'auto grava un carico fiscale di oltre 70 miliardi di euro all'anno - dichiara Paolo Zabeo - un record negativo che nessun altro Paese ci invidia. Con questa ennesima stangata, inoltre, a pagare un conto salato sarebbe anche una buona parte dei 150 mila addetti che trovano lavoro nel settore dell'autoriparazione". Già, perché per quanto possa aumentare il mercato delle auto elettriche, molti meccanici "rischierebbero di veder crollare il proprio fatturato, visto che le auto elettriche presentano pochissime parti mobili. E non è da escludere che tra elettrauto e meccanici nel giro di un paio di anni sarebbero almeno 50 mila addetti che sarebbero costretti a trovarsi un altro lavoro".

Insomma, l'autogol sarebbe enorme. Soprattutto in un settore, quello dell'autoriparazione, che conta 81mila imprese quasi tutte di piccola dimensione che già hanno sofferto enormemente la crisi di questi ultimi anni. Tra il 2009 e il 2018, infatti, sono state chiuse ben 8.340 imprese. "In termini percentuali - spiega il Segretario della Cgia Renato Mason - la contrazione più significativa si è registrata tra gli elettrauto con un -21%, seguono i carrozzieri con -8,8% e, infine, i meccanici con -5,9%. Queste cifre includono sia le imprese artigiane sia quelle non artigiane. Di segno opposto solo i gommisti che sono aumentati dell'8,1%. È importante notare come la variazione percentuale del totale delle imprese presenti in Italia sia sceso, invece, 'solo' il 2,8 per cento".

Intanto anche il Codacons è sul piede di guerra, chiedendo a tutti gli automobilisti di aderire alla protesta: "Non è possibile colpire ancora una volta gli automobilisti, che rappresentano la categoria di utenti più tartassata d'Italia - afferma il presidente Carlo Rienzi -.

I governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno utilizzato gli automobilisti come 'bancomat', inserendo tasse a loro carico e aumentando le accise ogni volta che serviva reperire risorse economiche e trovare coperture finanziarie, e ancora una volta siamo in presenza di un emendamento teso a colpire unicamente tale categoria di cittadini".

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