"Per il No voteranno le persone perbene. Per il Sì voteranno gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente". Se c'è un merito nelle parole di Nicola Gratteri è quello di aver svegliato le coscienze e mobilitato i cittadini. E, se ancora mancano 33 giorni per avere i numeri reali della chiamata alle urne per il referendum, i risultati sono già tangibili in rete.
L'effetto Gratteri, secondo Arcadiacom.it per il Giornale, è stato quello di polarizzare ulteriormente le due posizioni: da un lato le conversazioni in cui si discuteva del No hanno fatto registrare un picco di interazioni, ma con un sentiment fortemente negativo; dall'altro quelle sul Sì, seppur abbiano polarizzato meno, hanno riscontrato un sentiment positivo molto più ampio. In buona sostanza, le controverse parole del pm calabrese hanno finito per risvegliare i sostenitori del Sì, che in parte si erano adagiati sui dati dei sondaggio delle ultime settimane.
Oltre a questo, l'effetto è stato anche scenografico. "Sono una persona per bene e voto sì". Una frase semplice in contrapposizione alla definizione antropologica divisiva di Gratteri. Un cartello tra le mani e poche parole per schierarsi dalla parte di chi vuole provare a cambiare. Come il giornalista Matteo Palombo che sorridente dal suo ufficio mostra lo slogan tra le mani o come Robby Giusti o Mario Conca. "Sono Bartolomeo Romano. Sono Professore di Diritto penale da trent'anni e Avvocato da oltre trentacinque anni. Sono stato componente del Csm", si legge in un messaggio affidato ai social. E come questo ce ne sono tanti, persone comuni che hanno deciso di esporsi, così come hanno fatto i 51 togati di tutta Italia che in una lettera hanno sfidato Gratteri: "Ci indaghi tutti".
"Sono Nicolò Zanon. Sono sposato e ho tre figli (...) Sono Presidente del Comitato Sì Riforma perché credo che bisogna vincere questa battaglia di civiltà per garantire un futuro migliore a questo Paese", si legge ancora in un altro post sui social. La mobilitazione che si sta formando è come una valanga che, rotolando, si fa sempre più grande. I fogli decuplicano, le facce aumentano. La maggioranza silenziosa inizia a far sentire la sua voce e spiegare che si può essere dalla parte del Sì senza essere delinquenti o indagati. Si chiama democrazia.
Per questo Il Giornale da oggi lancia una campagna molto chiara, perché il motto "sono una persona perbene e voto sì" sia di tutti quelli che vogliono continuare a credere nella giustizia. Pubblicheremo le foto che vorrete mandarci all'indirizzo segreteria@ilgiornale.it. E pubblicheremo i vostri Sì, quelli delle persone perbene.