Costa Rica: il paese più felice al mondo

Viaggio nella "pura vida" alla scoperta di segreti, curiosità e storie di italiani che hanno mollato tutto per trasferirsi nel paese che ti sorride sempre

Costa Rica: il paese più felice al mondo

"Hola...Pura vida" e la gente ti sorride. Chissà se anche Cristoforo Colombo venne accolto con lo stesso spirito nel lontano 1502 quando sbarcò proprio in Costa Rica. A distanza di secoli oggi è conosciuto come il paese più felice al mondo e solo vivendo a contatto con la natura e i suoi abitanti si può capire perché.

Verde rigoglioso, spiagge da cartolina, paesaggi incontaminati, foreste, animali in totale libertà. Ma anche istruzione, regole, sicurezza, burocrazia e buon cibo. Perché se qualcuno pensa di atterrare in Costa Rica e di trovare un paese da terzo mondo, che vive a stento di turismo, si sbaglia di grosso. Al massimo si corre il rischio di incontrare l'attore Tom Cruise che è proprietario di una super villa!.
Destinazione Potrero, sulla costa pacifica nella regione del Guanacaste a nord del paese. Tappa in uno dei cinque villaggi costruiti da dieci anni a questa parte dove a darti il "pura vida" c'è Franco, il responsabile, che da Milano si è trasferito definitivamente qui. Per lui una semplice escursione su invito di amici si è trasformata in mestiere, e grazie a lui scopriamo benefici e opportunità del bel paese. Il primo è quello climatologico: secco e asciutto, il secondo clima migliore al mondo. Sole tutti i giorni, sempre ventilato, temperatura dell'oceano perfetta. Un clima che allunga anche la vita, se si considera che nella provincia di Nicoya, a circa 50km da Potrero, abitano fior fior di centenari. Ogni spiaggia poi ha la sua caratteristica: Playa Conchal conosciuta per il suo tappeto infinito di conchiglie, Playa Grande tipica per le passeggiate chilometriche, Playa de los Piratas dove si può ammirare l'uscita delle tartarughe d'acqua mentre depongono le uova o ancora Playa Carrillo incorniciata da palme rigogliose.

Tra i motivi che spingono in Costa Rica c'è il buon rapporto qualità prezzo, ormai insostenibile in Italia. La moneta del paese e' il colon, in onore di Cristoforo Colombo e 600 colones corrispondono a 1 euro mentre 530 colones a 1 dollaro. Come dice Franco "Con una pensione di 1000-1.200 euro si vive dignitosamente".
L'analfabetismo non esiste. Tutti frequentano la scuola dell'obbligo e possono scegliere di iscriversi all'università. Tutti parlano perfettamente spagnolo e inglese. "Certamente - precisa Franco- non c'è la nostra cultura storica e la nostra tradizione, ma comunque l'istruzione è buona".

Quello che stupisce di più è lo stile di vita dei costaricensi o costaricani come dicono gli italiani: tutti sono felici, non esiste cattiveria, tutti quando nascono mangiano e non rubano perché ognuno vive bene con quello che ha. Non esiste lo status simbol come in Italia, non vedi Rolex ai polsi o vestiti pitonati, non ci sono Ferrari che sfrecciano o Porche, eppure la gente sorride e vive bene.
Paese che vai gente che trovi, ma anche buon cibo, almeno in questo caso. Tra i piatti tipici del Costa Rica c'è il riso condito nei modi più svariati (“gallo pinto”), carne, pollo squisito e batidas de frutta a volontà: ananas, anguria, mango, banana, cocco o papaya. Del resto qui si potrebbe campare di sola frutta.

Nella strada che da Potrero porta a Huacas troviamo un posto di blocco della polizia locale e quasi non ci sembra vero. Vi siete domandati quante volte vi hanno fermato nell'ultimo anno in Italia? In Costa Rica ne incontri almeno due al giorno e come dice Franco "qui se superi i limiti di velocità o ti trovano senza cintura (compresi i passeggeri dietro) ti castigano!" Sinonimo di sicurezza e di controllo.

Girando con la gip alla scoperta di spiagge, posti curiosi e cucina tipica ci imbattiamo in parecchi italiani che hanno voglia di raccontare, con il sorriso stampato sulla faccia, la loro storia.

A playa Pencas, a pochi passi dal villaggio, una coppia di giovani di 24 anni originari di Lecco, ha aperto un bar (l'unico) che offre bevande a base di frutta, bruschette, insalate, oltre a noleggiare sdraio e lettini per i turisti. Terminati gli studi hanno scelto di trasferirsi in Costa Rica a metà Ottobre 2014, contano di rientrare in Italia un paio di volte all'anno per rivedere la famiglia, ma sono felici della loro scelta. Nella stessa spiaggia incontriamo un imprenditore di origine veneta che appena un anno e mezzo fa ha aperto un negozio di divani rigorosamente “made in Italy” a San José, la capitale. Pensando all'Italia scuote la testa come rassegnato, e sorride invece al pensiero che “ in un anno ho fatto il botto di vendite, perché qui il made in Italy è apprezzato e ben pagato”. Siamo invidiati e apprezzati da tutti, soprattutto come qualità di produzione e di prodotti, ma ce la mettiamo tutta per rovinarci. Costa Rica è sinonimo di paradiso naturale ma anche di business, c'è chi infatti dopo alcuni anni di analisi e studio ha individuato i settori più proficui e gettonati e si sta attivando con la creazione di marchi e avvio di nuovi mercati. Basta pensare che viene chiamata la “Piccola Svizzera” del Sud America.

Tanti italiani stanno sondando il terreno, soprattutto lombardo-veneti, romani e torinesi, tutti decisi a trovare, purtroppo, un'alternativa all'Italia dove ricominciare da zero: nuovo lavoro, nuove amicizie, nuova terra dove far crescere e studiare i figli, nuovo stile di vita. Tutti alla ricerca di un'espressione perduta: il sorriso.

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