Lezione danese sugli sbarchi. Confiscati i beni agli immigrati

Una legge approvata a gennaio, con il chiaro obiettivo di ridurre l'arrivo di immigrati nel Paese, permette di requisire i beni ai migranti per compensare le spese sull'accoglienza

Lezione danese sugli sbarchi. Confiscati i beni agli immigrati

A gennaio il Parlamento danese ha approvato una legge per la confisca di denaro e oggetti di valore agli immigrati. L'obiettivo del governo è quello di ridurre l'afflusso di richiedenti asilo nel Paese.

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La legge è entrata in vigore nel mese di febbraio, ma non era mai stata messa in atto. Almeno fino a qualche giorno fa. La polizia ha confiscato 129 mila corone, circa 17mila euro, a cinque richiedenti asilo di origine iraniana fermati all’aeroporto di Copenhagen. I tre uomini e le due donne che componevano il gruppo erano in possesso di passaporti falsi, come precisa un documento ufficiale della polizia.

La legge, approvata a gennaio, proposta dal governo liberale di minoranza con il benestare del centro destra e dei socialdemocratici, autorizza le forze dell'ordine a requisire beni non essenziali del valore di oltre 10mila corone, poco più di 1300 euro. Secondo il governo danese, i soldi requisiti dovranno coprire i costi che il Paese affronta per mantenere i migranti durante il periodo di attesa dell'accettazione della domanda di asilo.

Ovviamente questa mossa ha fatto parlar di sè. Amnesty sostiene che sia solo una mossa per ridurre il numero di immigrati richiedenti asilo. Ma la norma non è un caso unico. Ne esistono di simili in Baviera e in Svizzera. In Danimarca inoltre è prevista anche la possibilità di ritardare il ricongiungimento familiare da uno a tre anni. Con molto coraggio lo Stato danese ha dichiaratamente ammesso di voler ridurre l'arrivo di migranti, dopo il record di 21000 richieste d'asilo nel 2015.

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