Il dossier che inguaia il nuovo sostituto della segreteria di Stato

Il nuovo sostituto alla Segreteria di Stato è monsignor Parra, ma sull'ecclesiastico è già spuntato un dossier che parla di "condotte immorali". Nello stesso testo anche una presunta espulsione da un seminario.

Il dossier che inguaia il nuovo sostituto della segreteria di Stato

Monsignor Parra è il nuovo sostituto alla segreteria di Stato del Vaticano, ma sulla sua figura sembrerebbero farsi largo ombre relative agli anni in cui era ancora un semplice studente.

La decisione del papa sul successore di monsignor Becciu risale alla scorsa estate. Il cardinale Pietro Parolin può già contare sull'ausilio di un nuovo "numero due", Parra, proprio in questa settimana, ha preso possesso delle sue stanze in Santa Sede, ma l'eccelesiastico pare essere finito al centro di un vero e proprio caso.

Qualche settiamana fa era stato Carlo Maria Viganò a chiamare in causa il nuovo membro della Curia romana. Nel memorandum di undici pagine tramite cui l'ex nunzio apostolico negli Stati Uniti è arrivato a chiedere le dimissioni del pontefice argentino, si legge: "Lui ha una connessione con l'Honduras (riferito a Parra, ndr), cioè con il cardinale Oscar Maradiaga. Peña Parra dal 2003 al 2007 ha prestato servizio presso la nunziatura di Tegucigalpa in qualità di consigliere". E fin qui, niente di rilevante. Poi la specficazione: "Come delegato per le rappresentanze pontificie, mi erano pervenute informazioni preoccupanti a suo riguardo".

Il cardinal Maradiaga è il vertice del C9, cioè dell'assemblea ristretta di porporati voluta da Francesco per portare avanti l'agenda riformista. Lo stesso C9 che potrebbe essere soggetto a modifiche dopo le prossime festività natalizie. Almeno tre membri potrebbero essere sostitutiti dal Santo Padre. Il porporato sudamericano è considerato tra gli uomini più vicini a Jorge Mario Bergoglio. Ecco perché alcuni commentatori hanno già bollato il dossier su monsignor Parra come l'ennesima "mossa" di quelli che vengono chiamati "cattolici tradizionalisti".

Fatto sta che questo dossier, di cui ha dato notizia L'Espresso, parla di "condotte immorali". Queste venticinque pagine firmate dai "Laici dell'arcidiocesi di Maracaibo", presentano un documento in cui si legge di "rapporti concernenti le sue abitudini", che vengono definiti nel medesimo testo "abbastanza negativi". La documentazione sarebbe già circolata in Vaticano. A firmare la missiva in cui vengono citati questi presunti comportamenti era stato un vescovo, Roà Perez. Ma c'è dell'altro. Il presule, sempre all'interno della lettera, prosegue così: "Ora mi arriva una lettera anonima da Caracas, che dice che (mons. Parra, ndr) fu espulso dal seminario San Tommaso D'Aquino alla fine del suo terzo anno perché omosessuale...”.

Parra, insomma, potrebbe essere stato estromesso da un seminario perché ritenuto omosessuale. Qualcuno potrebbe aver addirittura cercato di non far arrivare il neo sostituto alla Segreteria di Stato alla consacrazione. Ma siamo dinanzi a una congiura o a fatti verificati? Il presule Perez conclude così: "Come ho detto può trattarsi di intrighi, e può essere vero quello che l'anonimo sostiene con fermezza. La prego con veemenza che riveda i rapporti e ascolti Padre Leger per vedere se ricorda il caso". Non sappiamo, quindi, se le tesi fatte arrivare sulla scrivania di monsignor Perez corrispondano o meno al vero. Certo è che questa storia, accennata in qualche modo da Viganò, rischia di divenire il prossimo caso in grado di sollevare più di qualche polemica dalle parti di piazza San Pietro.