Egitto, muore l'ex presidente Mohammed Morsi

L'ex presidente egiziano Mohamed Morsi, secondo quanto si apprende dai media locali, sarebbe morto all'interno di un'aula di un tribunale de Il Cairo

Egitto, muore l'ex presidente Mohammed Morsi

Una delle sue ultime apparizioni in pubblico risale a quando, proprio durante un processo, urla dalla gabbia degli imputati contro i militari mentre si proclama ancora presidente egiziano. E Mohammed Morsi è morto proprio dentro un’aula di un tribunale poche ore fa, mentre assiste ad una fase dibattimentale del processo che lo vede imputato.

La notizia arriva da Il Cairo nel pomeriggio di questo lunedì: presidente dell’Egitto dal 2012 al 2013, Morsi è uno dei più importanti personaggi politici dei Fratelli Musulmani, il movimento radicato nel paese nordafricano ed al potere subito dopo la caduta di Mubarack.

Per la verità non è molto conosciuto a livello internazionale prima del 2011, anno in cui sulla scia di quanto accade in Tunisia le piazze egiziane si riempiono di manifestanti nell’ambito di quella che la storia etichetta come “primavera araba”. Mubarack lascia Il Cairo e da allora in Egitto inizia una delicata fase di transizione.

Nonostante la persecuzione contro la fratellanza musulmana iniziata già dai tempi di Nasser, è proprio questo movimento ad essere maggiormente ramificato in Egitto ed a potersi dunque proporre quale formazione guida del post Mubarack.

E così il partito decide di candidare alle presidenziali del 2012 proprio Mohamed Morsi. Lui, ingegnere con trascorsi universitari anche negli Usa, accetta la candidatura forte anche del suo impegno politico iniziato già nel 2000, quando riesce quasi a sorpresa ad entrare in parlamento. Da allora rende ben chiara l’idea della visione politica tanto personale quanto dei Fratelli Musulmani: un Egitto non teocratico ma in cui i precetti religiosi tornino ad essere centrali nell’ordinamento.

Si tratta del cosiddetto “Islam politico”, portato avanti anche durante la campagna elettorale del 2012. Una consultazione che lo vede vincere per pochi voti contro l’ex premier Ahmed Shafiq. Da allora inizia dunque un breve ciclo, in cui la laicità egiziana viene messa pesantemente in discussione.

Crisi economica e tratti sempre più orientati verso la Sharia nelle sue mosse politiche, fanno sì che la stessa piazza che nel 2011 si ribella a Mubarack torni a gremirsi stavolta contro lo stesso Morsi. E così, nel luglio del 2013, la mobilitazione dei manifestanti egiziani trova appoggio nell’esercito che interviene per rimuoverlo.

Da allora Morsi è agli arresti: per lui le accuse sono di spionaggio e violenza. L’ex presidente inoltre, deve rispondere anche dell’evasione dal carcere di numerosi esponenti della fratellanza nel 2011: secondo gli inquirenti, è lui in quell’anno ad aiutare diversi militanti a fuggire dalle galere.

L’avvento al potere di Al Sisi nel 2014 determina la messa al bando dei Fratelli Musulmani: Morsi viene anche condannato a morte nel 2015, anche se la pena capitale non viene mai eseguita in quanto annullata in secondo grado l’anno successivo.

Da tempo non si hanno sue notizie, se non quelle che lo interessano per i processi che lo vedono come imputato.

Come detto, proprio all’interno di un’aula del tribunale, secondo quanto riferito dai media egiziani e ripreso dalla tv Al Arabiya, Morsi viene colto da malore nelle scorse ore e muore poco dopo l’intervento dei sanitari.

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