Non c'è pace per Elisa: a un anno dal delitto il corpo ancora in mano ai pm

A undici mesi dal delitto, la salma di Elisa Pomarelli non è stata ancora restituita alla famiglia. Oggi al via il processo per Massimo Sebastiani

Non c'è pace per Elisa: a un anno dal delitto il corpo ancora in mano ai pm

Dov'è finito il corpo di Elisa Pomarelli? Una domanda alla quale i genitori della 28enne piacentina, massacrata lo scorso 25 agosto in una campagna di Carpaneto, non hanno mai ricevuto risposta. Perché la salma della ragazza, tra vicissitudini varie legate alle indagini forensi e alla frenata dettata dall'emergenza Covid, non è stata ancora restituita alla famiglia. Dopo 11 mesi, il feretro sarebbe tuttora custodito nell'Istituto di Medicina Legale di Pavia in attesa del nullaosta dalla Procura. Una prospettiva estenuante, una sofferenza mai doma per le amiche, la sorella Paola e mamma Maria Cristina che vorrebbero riportare la loro amata a casa per renderle almeno una degna sepoltura. Undici mesi di silenzio sono davvero troppi.

Il delitto

Elisa viene uccisa il 25 agosto del 2019 da Massimo Sebastiani, operaio 45enne di Campogrande. Un uomo del quale la giovane impiegata di Borgotrebbia, di soli 28 anni, si fida ciecamente e con cui è solita trascorrere molto tempo insieme. Hanno stretto amicizia quasi per caso e il loro rapporto, fino a quella drammatica domenica, sembra avulso da qualsivoglia implicazione sentimentale. Così pare, almeno, fino a quando Sebastiani non si scopre innamorato della ''sua Taty'' e, a seguito di un rifiuto, decide di ammazzarla. Quel giorno di fine estate, i due sono a pranzo nel ristorante ''Il Lupo'' e tutto sembra scorrere come da routine fino alle 14.45. A quell'ora esatta l'operaio viene ripreso dalle telecamere di sorveglianza cittadina ad una stazione di benzina: è solo a bordo dell'auto. Probabilmente Elisa ha già cessato di vivere mentre il suo aguzzino cerca di cancellare le tracce dell'omicidio che ha appena commesso. "Volevo fare un giro con la mia ragazza ma lei non è voluta venire. Torno a lavorare in campagna", dice al proprietario del destributore. Il corpo martoriato di Elisa viene ritrovato 13 giorni dopo il misfatto in una campagna di Carpaneto. Sebastiani viene arrestato il 9 settembre: "Io la volevo, era diventata un'ossessione per me", confesserà agli inquirenti.

Il mistero del nullaosta

Nonostante siano trascorsi 11 mesi dal delitto, il corpo di Elisa non è stato ancora restituito alla famiglia. Stando a quanto si apprende dalle pagine del quotidiano Libero nessuno può dire con certezza dove si trovi la salma della giovane. Molto probabilmente, è custodita in una cella frigorifera dell'Istituto di Medicina Legale di Pavia, in attesa del nullaosta da parte della procura. Ma quanto tempo dovrà trascorrere prima che i familiari possano darle una degna sepoltura? Una domanda quasi enigmatica che costringe i parenti della 28enne ad una overdose di sofferenza in continuo rinnovamento. La sorella Paola affida ai social il suo dolore mentre le amiche continuano a farle gli auguri di compleanno su Facebook: "Non penserai di sottrarti alle nostre videochiamate senza senso?", scrivono. Continuano a telefornarle, aggrappante ad un filo di speranza fittazia.

Il processo a Sebastiani

Oggi, Oggi a Piacenza si tiene l'udienza preliminare per Sebastiani, accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere. In aula ci saranno anche Debora Pomarelli, la sorella Francesca, mamma Maria Cristina e papà Maurizio: non vogliono vendetta, ma giustizia per Elisa, e un funerale per poterla piangere ponendo fine definitiva allo strazio.

Elisa che è stata uccisa due volte, una dal suo aguzzino e l'altra dalla burocrazia. Elisa, la ragazza dai grandi occhi verdi a cui vogliono dedicare una strada. Ma per ora basterebbe riportarla a casa, a Borgotrebbia, dove dovrebbe essere già da tempo.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica