Foggia, detenuto pesta agente per una telefonata: 7 giorni prognosi

"Non siamo carne da macello per galeotti", lamenta il Cosp dopo l'ennesimo episodio di violenza nella casa circondariale di via delle Casermette

Foggia, detenuto pesta agente per una telefonata: 7 giorni prognosi

Pretende di ottenere un permesso speciale per poter effettuare una seconda telefonata, dopo averne già ottenuto in precedenza uno del tutto eccezionale rispetto alle regole previste in carcere, e per questo pesta con violenza un agente di polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Foggia.

L'episodio, l'ennesimo caso di aggressione ai danni di un poliziotto in servizio, si è verificato durante la giornata di ieri, lunedì 30 dicembre, ed ha visto come protagonista in negativo un detenuto di origini campane, finito dietro le sbarre per reati contro il patrimonio e la persona.

Come riportato dalla stampa locale che si è occupata del caso, solo il pronto intervento dei colleghi dell'agente aggredito dal detenuto ha potuto evitare conseguenze ben più gravi. Ciò nonostante, a seguito dei pugni ricevuti, l'uomo in divisa si è visto costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove il personale sanitario ha determinato per lui una prognosi di 7 giorni.

La denuncia arriva dal segretario regionale dell'Unione sindacati di polizia penitenziaria di Puglia e Basilicata (Uspp) Vito Messina. "Quest’oggi, nel carcere di Foggia, si è verificata un'aggressione ai danni di un poliziotto penitenziario. Solo la presenza di altri colleghi ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente", racconta Messina come riportato da "Foggia Today".

"Un utente di origini campane, dopo aver usufruito di un beneficio del tutto eccezionale 'discrezionale dell’autorità dirigente', ha inscenato una protesta per avere un’altra agevolazione 'capziosa'. Il personale di servizio ha cercato di far comprendere che non poteva avere accoglimento la successiva richiesta di conversazione telefonica, prevista una ogni due settimane in caso di colloqui visivi, e questo per tutta risposta lo ha aggredito", dice ancora il segretario, che chiede rapidi interventi a gran voce.

"In diverse occasioni abbiamo mostrato preoccupazione circa la grave carenza della dotazione organica di donne e uomini impiegati nei 'servizi operativi nei reparti detentivi' nel carcere di Foggia. Tant’è che la commissione dipartimentale ha deliberato un incremento sostanziale e siamo in attesa del decreto ministeriale della revisione dell’attuale dotazione organica. Come sindacato ci stiamo battendo per dotare il personale di taser, dash cam e body cam, nella speranza che il ministro della Giustizia, quando avrà recepito che il corpo della Polizia Penitenziaria è a forte rischio, dia un segnale", conclude Messina.

Un episodio che segue di pochi giorni quello della duplice aggressione avvenuta sempre nella casa circondariale di Foggia lo scorso 22

dicembre. "Siamo poliziotti, non carne da macello per galeotti", lamenta il segretario regionale del Coordinamento sindacale penitenziario (Cosp) Mimmo Mastrulli, come riferito sulla "Gazzetta del Mezzogiorno".

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