Giornalista di Sky picchiato in diretta tv durante gli scontri di Napoli

A pagare le conseguenze degli scontri di Napoli è stato anche un giornalista di Sky, che in quel momento stava documentando quanto accadeva nella città in rivolta

La lunga notte di Napoli, che si è riversata nelle strade per protestare contro il lockdown annunciato da Vincenzo De Luca, ha avuto strascichi violenti. Sono stati diversi gli uomini delle forze dell'ordine e dell'esercito aggrediti e feriti dai manifestanti ma a subire le conseguenze della rabbia popolare è stato anche un giornalista di sky, inviato sui luoghi più caldi degli scontri, che è stato picchiato durante la diretta televisiva. Immagini che racchiudono tutta la violenza di una città che si è ribellata al suo governatore per paura di morire di fame con un secondo lockdown.

Vincenzo De Luca è stato molto chiaro durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio: "Oggi dobbiamo fare l'ultimo tentativo per bloccare l'esplosione del contagio, quindi dobbiamo chiudere tutto per un mese, per 40 giorni, per frenare l'esplosione del contagio. Poi si vedrà". Parole che sono detonate nelle abitazioni di Napoli, di Salerno e di tante altre città, già in ginocchio per il passato lockdown. Con il turismo straniero quasi azzerato e una capacità di spesa ancora più bassa rispetto al passato, lo spettro di un'altra chiusura ha terrorizzato i cittadini. La Campania, così come la Lombardia, è sottoposta al regime di coprifuoco e proprio sfidando l'imposizione di rincasare entro una certa ora, alcune persone ieri si sono riversate nelle strade. Sarebbe dovuta essere una protesta civile per manifestare contro la decisione di chiudere tutto, mettendo definitivamente la parola fine su centinaia di attività commerciali. Ma con lo scorrere dei minuti, la massa di persone per le strade cresceva e con queste il clima si surriscaldava, fino a che non sono arrivati gli scontro con le forze dell'ordine e i militari impiegati nel servizio di sicurezza.

Così come tanti suoi colleghi, un giornalista di Sky Tg24 era ieri impegnato a raccontare in presa diretta la manifestazione ma qualcosa è andato storto ed è stato avvicinato da due facinorosi che l'hanno prima minacciato e poi aggredito. L'inviato è stato scaraventato contro il cofano di un'auto da uno dei due, il tutto sotto gli occhi delle telecamere che hanno ripreso tutto. È stata grande la paura per il giornalista e il suo operatore, ma per fortuna non ci sono state gravi conseguenze per loro. Quella di ieri a Napoli non è stata solo una manifestazione ma una vera e propria rivolta popolare, un'azione di guerriglia civile dietrola quale, secondo alcune fonti, dietro ci sarebbe stata una regia criminale.

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Commenti

luigi.craus@gma...

Sab, 24/10/2020 - 16:14

Non credo che ieri notte a Napoli ci sia stata una regia criminale come voi affermate. Ci sarà stato, forse, qualche infiltrato come sempre si verifica in episodio di protesta, ma battere su questo tasto è semplicemente fuorviante. Il popolo è esasperato e l'annuncio fatto dalla regione di chiusura generalizzata ha fatto traboccare il vaso. Il sud ha subito all'inizio dell'anno una chiusura che si poteva evitare visto che al sud il covid 19 non aveva attecchito. Adesso si vuole richiudere tutto,con le conseguenze di subire un ulteriore crollo dell'economia già precaria del sud...