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Giulia Presutti alla guida di Report: chi è la giornalista scelta per il dopo Ranucci

Romana, classe 1990, dalla laurea in Lettere classiche al giornalismo investigativo. Inviata di Report dal 2018, si è occupata di criminalità, armi, politica e istituzioni

Giulia Presutti

Giulia Presutti è quindi il volto scelto per la nuova fase di Report. Giornalista professionista e da anni inviata della trasmissione di Rai3, arriva alla conduzione dopo un percorso costruito tra formazione umanistica, esperienze all’estero e soprattutto giornalismo investigativo. Romana, classe 1990, ha frequentato il liceo classico e si è laureata in Lettere classiche alla Sapienza di Roma con una tesi in linguistica greca. Successivamente si è trasferita a Bologna per proseguire gli studi e, grazie a una borsa di studio, ha lavorato a Parigi alla tesi magistrale, dedicandosi allo studio di manoscritti del Cinquecento. La strada del giornalismo arriva successivamente, con l’ammissione alla Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia. Durante il percorso svolge uno stage a RaiNews24 e comincia a concentrarsi sul giornalismo d’inchiesta. Con “Un tratto della tratta”, lavoro dedicato alle organizzazioni criminali coinvolte nel traffico di esseri umani, arriva tra i finalisti del Premio Roberto Morrione.

Il lavora arriva poi nella redazione di Nemo-Nessuno escluso, trasmissione di Rai2, e si trasferisce anche a Londra per un’esperienza professionale con NBC News. Nel giugno 2018 entra nella squadra di Report come inviata, da allora il suo nome si lega a numerose inchieste della trasmissione.

Tra i lavori più recenti c’è quello sulla Fondazione Taormina Arte, incentrato sui finanziamenti regionali, sugli incarichi e sui compensi legati alla gestione della fondazione e sull’erogazione delle risorse destinate al festival letterario Taobuk. L’inchiesta ha approfondito, tra le altre questioni, il meccanismo attraverso il quale i fondi stanziati dalla Regione Siciliana arrivavano all’associazione organizzatrice del festival. Si è occupata anche del sistema dei controlli sulle armi, partendo dalla strage di Fidene del dicembre 2022. Claudio Campiti uccise quattro donne utilizzando una pistola sottratta poco prima al Tiro a segno di Roma. L’inchiesta ha ricostruito le procedure all’interno del poligono e affrontato il tema delle competenze e della vigilanza esercitata dalle istituzioni sull’utilizzo delle armi.

Un’altra sua inchiesta ha riguardato il caso Pozzolo, nato dallo sparo avvenuto durante la festa di Capodanno del 2023 a Rosazza, nel Biellese. La pistola apparteneva all’allora deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, che ha sempre negato di essere stato lui a sparare. Il servizio si è concentrato sulla ricostruzione della dinamica e sugli interrogativi rimasti aperti sulla vicenda.

Nel suo lavoro non sono mancate, dunque, inchieste che hanno riguardato esponenti e vicende legate alla maggioranza di governo. Oltre al caso Pozzolo, ha seguito la controversia sul seggio della Camera nel collegio uninominale di Cosenza, vinto alle elezioni da Anna Laura Orrico del Movimento 5 Stelle e successivamente contestato da Andrea Gentile, ex deputato di Forza Italia. Al centro dell’inchiesta, il riconteggio delle schede e il caso di centinaia di voti inizialmente verbalizzati come schede bianche e successivamente risultati contrassegnati.

Nella selezione aziendale è risultata prima classificata, insieme al collega Daniele Piervincenzi. Ora per lei arriva il passaggio dall’altra parte della telecamera, alla conduzione del programma di cui per anni è stata una delle inviate.

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