Governo nascente, monsignor Negri: "C'è molta preoccupazione"

Governo espressione del MoVimento 5 Stelle e Lega. Monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara, svela l'esistenza di una "preoccupazione". C'è bisogno di un "sentimento comune" - dice -, ma alcuni grillini hanno una visione "illuministica"

Governo nascente, monsignor Negri: "C'è molta preoccupazione"

"C'è molta preoccupazione e anche una certa confusione". Il governo nascente impensierisce anche l'arcivescovo Luigi Negri, che in questi giorni sta partecipando all'Assemblea Generale della Cei. Il vescovo emerito di Ferrara - Comacchio, che è spesso intervenuto rispetto a temi circostanti la politica, ha espresso più di una perplessità riguardo a quelle "nuove forze" che comporranno il prossimo, sempre più possibile, esecutivo.

Il cardinale Bassetti ha parlato di "forze nuove". Sembra un'apertura al governo nascente...

"Io non l'ho sentita così. É stata una cosa molto di passaggio. Credo che ci sia molta preoccupazione e anche una certa confusione. Io credo che l'episcopato italiano, che è stato molto silenzioso su fatti anche gravissimi come la legge Cirinnà e l'attacco sistematico alla famiglia, oggi si trovi ad affrontare un passaggio epocale come quello di due forze nuove al governo del paese senza avere sufficienti criteri valutativi. Mi auguro che, in questo periodo, si lavori per creare questo "comune sentimento" da parte dell'episcopato italiano su un problema che è di notevole importanza".

Quali sono i punti di criticà? La questione dell'immigrazione?

"No. Io credo che sulla questione dell'immigrazione i vescovi si siano trovati davanti alla posizione del popolo, che non vuole più essere ossessivamente richiamato a un problema che affronta e affronterà come ha sempre fatto con i problemi: in modo concreto e realistico. Credo che la questione più grave sia che di questa nuova compagine non si vedano i fondamenti ultimi. Per esempio: sui temi dell'educazione e della libertà di educazione, sul tema della scuola, tematiche portanti per l'episcopato italiano. Alcuni grillini hanno un'idea assolutamente illuministica: Rousseau. Sembra che non si capisca bene in che mondo
siano".

In riferimento al cosiddetto "reddito di cittadinanza". Si tratta di una misura cristiana?

"Sono poco esperto di questi aspetti. A me pare che cercare di comporre una situazione italiana così vessata dalla povertà con metodi o strumenti anche nuovi sia una cosa positiva. Questo potrebbe essere positivo. Non ho competenze dirette di carattere tecnico, ma siccome la povertà è quella che è, ben vengano tentativi nuovi per tentare di risolvere".

La Chiesa italiana sembra essere divisa sui temi bioetici. Alcuni sindaci grillini hanno registrato figli di coppie omosessuali. Cosa si aspetta la Chiesa da un governo espresso anche da questa forza politica?

"Mi sembra di averlo già detto: la situazione, anche rispetto a tanta realtà ecclesiastica, mi pare confusa. Bisogna lavorare per arrivare a un punto comune. Non è facile, ma bisogna tentare. Non credo che Chiesa italiana possa piegarsi a forze politiche che sul problema dell'educazione rispolverano atteggiamenti statalisti e ottusamente contrari a qualsiasi libertà di educazione: "I cattolici le scuole se le paghino loro!". Non sapendo che i due terzi, se non di più, delle spese che la Chiesa ha sono per asili utili, nella stragrande maggioranza, anche a figli di famiglie non cattoliche. Mi sembra che ci sia una ignoranza spaventosa sui problemi reali. Oltre alle affermazioni, bisogna dimostrare di avere dei rudimenti. Molti di questi cosiddetti "nuovi" non hanno neppure l' idea più lontana di cosa sia una democrazia reale al servizio del bene comune del paese".

La preoccupazione è quindi rivolta tutta verso il MoVimento 5 Stelle quindi?

"Non è una preoccupazione. Di fronte al MoVimento 5 Stelle io faccio fatica a capire dove sono gli assi portanti della posizione culturale, sociale e politica. Sono ondivaghi. Non lo dico solo io. Mi pare che molti osservatori politici italiani si siano espressi in questo modo".

E sulla Lega?

"Non conosco gli aspetti politici così strettamente. Mi sembra che la Lega abbia dentro forze sinceramente cattoliche e disponibili a
dialogare con i cattolici".

Lei ha citato lo statalismo. Sembra, poi, che si percepisca il rischio di una diffusione del giustizialismo...

"Sono due facce della stessa medaglia. Uno stato la cui funzione viene indebitamente aumentata può trasformarsi in uno strumento di oppressione. Io credo che sia un rischio reale".

Dal "contratto di governo" non si evince la posizione sui cosiddetti "temi bioetici". La legge sull'eutanasia, ad esempio. Cosa ne pensa?

"Di queste cose, le istituzioni italiane, meno parlano meglio è.

L'ho sempre sostenuto. Sono temi eminentemente personali, familiari, parentali. Se lo stato decide di intervenire deve intervenire a regolamentare con libertà questi temi. Non a imporre una propria visione su queste tematiche".

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