Sparò a chi gli stava rubando l'auto. Grazia parziale per Antonio Monella

Il Quirinale cancella due anni di reclusione. Potrà essere affidato in prova ai servizi sociali

Sparò a chi gli stava rubando l'auto. Grazia parziale per Antonio Monella

Una "grazia parziale di due anni di reclusione", che per Antonio Monella significa che "rimarrà da espiare una pena residua inferiore a tre anni". È questa la decisione che è arrivata oggi dalla Presidenza della Repubblica, che tenendo conto del parere del ministero della Giustizia è intervenuto sulla reclusione dell'uomo che sparò a un ladro che gli stava per rubare l'automobile sotto casa.

La notte tra il 5 e il 6 settembre del 2006, a notte fonda, Monella era nella sua casa di Arzago d'Adda, nella Bergamasca, quando alzandosi si trovò faccia a faccia con un ladro, l'albanese Ervis Hoxha, che tentò la fuga a bordo della sua Mercedes, insieme ad altri uomini.

Monella imbracciò il suo fucile, che deteneva regolarmente, e dal balcone sparò un colpo in aria e uno verso l'auto. I carabinieri trovarono poi il 19enne albanese sanguinante. Ricoverato in ospedale, morì la mattina del 6 settembre. Il proprietario dell'arma fu condannato a sei anni in via definita dalla Corte d'Assise di Appello nel 2012 e a risarcire con 150mila euro la famiglia della vittima. La sentenza per omicidio volontario confermata il 25 febbraio 2014.

Attualmente Monella è in carcere. Si è costituito l'8 settembre dello scorso anno, dopo avere atteso dal Quirinale una grazia che non era arrivata. Gli restano da scontare, applicato il decreto firmato oggi da Mattarella, meno di tre anni. Ciò significa, secondo l'Ordinamento penitenziario, che per lui potrà essere applicato l'affidamento in prova ai servizi sociali.

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