"Green pass solo ai vaccinati". Arriva la proposta che fa discutere

Il Cts siciliano propone di rendere valido il Green pass soltanto ai vaccinati eliminando la possibilità di fare un tampone così come stabilito dal governo nazionale: ecco cosa può cambiare

"Green pass solo ai vaccinati". Arriva la proposta che fa discutere

Il Comitato tecnico scientifico siciliano lancia una proposta unica nel panorama nazionale: Green pass valido soltanto per coloro che si sono vaccinati ma non a coloro che presentano un tampone negativo.

Perché il tampone può "saltare"

La richiesta fatta dal Cts siciliano al governo regionale è chiaro: il tampone negativo non mette al riparo dai rischi. Una delle situazioni prese ad esempio è quella di un turista che, negativo, arrivato in Sicilia, si contagia e poi al rientro a casa diffonde il virus o viceversa lo porta con sé al rientro in Sicilia. "Il tampone serve per il tracciamento e per bloccare la diffusione, ma l’unica arma contro il Covid è il vaccino", ripetono gli esperti siciliani. E i dati parlano chiaro: solo il 3% delle persone vaccinate finisce ricoverato in ospedale, di cui una piccola parte in terapia intensiva. L'Isola, però, è tra le ultime regioni in Italia nel rapporto tra abitanti e vaccinati, ecco perché procede spedita verso il ripristino della zona gialla probabimente dopo Ferragosto. "L’unico parametro di riferimento scientificamente attendibile per la limitazione della circolazione e della diffusione del virus, e soprattutto per il contenimento dei suoi effetti negativi sulla salute del singolo e della collettività, è la vaccinazione completa (doppia dose o monodose secondo vaccino somministrato)", si legge sul documento.

I numeri siciliani

In base ai nuovi parametri dei posti letto occupati (tetto massimo del 15% nei reparti ordinari Covid e 10% nelle terapie intensive), la Sicilia rischia di cambiare colorazione nelle prossime settimane. Come riportato da LiveSicilia, il bollettino di ieri dice che sul fronte ospedaliero ci sono 387 i ricoverati, 17 in più rispetto al giorno precedente, mentre le terapie intensive contano 36 ricoverati, 4 in più rispetto alle ventiquattr'ore precedenti. Questo significa che in entrambi i parametri ci si trova sopra il 12% e il 5% per posti letto occupati sul totale di quelli disponibili, quindi vicinissimi alla soglia massima per i reparti Covid ordinari e in progressivo avvicinamento al numero 67, soglia critica per le terapie intensive.

Le 4 fasce di rischio in Sicilia

La Sicilia divisa in quattro fasce di rischio in base al numero di contagi Covid associato alla percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale. È il punto centrale del parere elaborato dal Comitato tecnico scientifico per l'emergenza Covid in cui l'adesione alla campagna di vaccinazione diventa un parametro ulteriore per la valutazione dello scenario epidemico a livello locale e per stabilire eventuali restrizioni. Secondo il Cts, sono da collocare in zona ad alto rischio i comuni e le province in cui è elevato l’indice di contagio (maggiore di 250 casi su centomila abitanti), ma la copertura vaccinale è inferiore al 70% di tutta la popolazione o inferiore all’80% della popolazione Over 60.

Nel dettaglio, il modello proposto dal Comitato, oltre alla zona ad alto rischio, prevede il medio rischio (maggiore di 150, ma inferiore a 250 contagi ogni centomila abitanti, con una copertura vaccinale inferiore al 70% di tutta la popolazione o inferiore all’80% degli Over 60; il basso rischio (tra 150 e 250 contagi ogni centomila abitanti con una copertura vaccinale maggiore del 70% di tutta la popolazione o maggiore dell’80% degli Over 60, ovvero da 50 a 150 contagi per centomila abitanti con una copertura vaccinale superiore al 60% della popolazione o al 70% per gli Over 60); il bassissimo rischio (inferiore ai 50 contagi per centomila abitanti e una copertura vaccinale maggiore del 70%). A rischiare i provvedimenti restrittivi sarebbero quindi quei Comuni in cui, al superamento della soglia stabilita di casi settimanali in rapporto alla popolazione residente, si dovesse anche registrare una scarsa partecipazione della popolazione alla campagna vaccinale.

Musumeci corre ai ripari

Passare in zona gialla nel pieno della stagione turistica sarebbe devastante per l’economia isolana. Il governatore Nello Musumeci ha disposto l’obbligo di tampone per chi entra in Sicilia da Francia, Grecia, Malta, Olanda, Portogallo Spagna e ha ripristinato un servizio di screening gratuito in porti e aeroporti, ma potrebbe non bastare. La proposta del Cts prova a dettare una linea che spariglia le carte e di cui dovranno tenere conto il Presidente della Regione, Nello Musumeci, e l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza.

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