Gregoretti, sbarcati i migranti. Arrestati i due scafisti a bordo

Sono stati fermati due scafisti tra i migranti sbarcati dalla nave Gregoretti. Adesso dovranno rispondere dell'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Gregoretti, sbarcati i migranti. Arrestati i due scafisti a bordo

I migranti della nave Gregoretti sono sbarcati. Dopo qualche giorno di stallo nel porto di Augusta, il Viminale ha autorizzato lo sbarco dei 116 naufraghi salvati in quel tratto di mare che separa la Libia dall'Italia. Ma durante le operazioni di sbarco sono stati fermati i due presunti scafisti che avrebbero "guidato" il viaggio verso le nostre coste. La polizia di Ragusa infatti ha sottoposto a fermo due ventenni originari del Senegal e del Gambia. I due adesso sono indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per tutta la notte la Squadra Mobile di Ragusa e quella di Siracusa hanno lavorato per raccogliere tutti gli indizi a carico dei due scafisti accusati di aver organizzato la traversata nel Mediterraneo. E in questo momento sono ancora in corso le indagini per individuare altri scafisti che farebbero parte del secondo gruppo di migranti soccorsi dalla guardia costiera italiana e poi trasbordati sulla nave Gregoretti. Nelle prossime ore, dopo la convalida dell'attività della Polizia Giudiziaria, la procura di Ragusa trasmetterà gli atti alla procura di Siracusa. I migranti sono sbarcati ad Augusta e sono stati trasportati nell'hotspot di Pozzallo. Intanto i migranti saranno poi redistributi in diversi Paesi Ue che hanno dato la loro disponibilità per l'accoglienza.

Tra questi c'è anche la Francia che ospiterà circa 30 migranti. Una parte invece, circa 50 persone, andranno a Rocca di Papa in alcune strutture della Cei. Il Viminale ha autorizzato lo sbarco solo dopo aver raggiunto un accordo con gli Stati Ue per redistribuire in Europa le persone che sono arrivate nel porto di Augusta a bordo della Gregoretti. Una prassi che il Ministero degli Interni e il governo stanno cercando di replicare il più possibile per chiamare in causa l'Europa che di fatto, troppo spesso, ha girato lo sguardo dall'altra parte lasciando all'Italia il peso della gestione dei flussi migratori che arrivano dalla Libia a bordo delle navi delle ong. Ma finora l'accoglienza resta su base volontaria. E su questo punto resta lo scontro tra Roma, Parigi e Berlino. L'asse franco-tedesco infatti chiede che venga rispettato il principio del “porto più vicino”. Una strategia per lasciare in Italia i migranti che arrivano dall'inferno libico.

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