Immigrata veste col Tricolore: denunciata per vilipendio

Polemiche a Mirandola dopo la decisione di far sfilare una ragazza con un abito con i colori della bandiera. Ai carabinieri arriva un esposto: "Vilipendio"

Immigrata veste col Tricolore: denunciata per vilipendio

Lei si chiama Mbayeb “Mami” Bousso ed è una studentessa di 15 anni che qualche anno fa è arrivata in Italia dal Senegal. Famosa soprattutto per aver indossato un abito Tricolore durante la visita di Sergio Mattarella a Mirandola, paese colpito dal terremoto in Emilia. L'abito, creato dagli studenti dell'istituto di Moda della zona, ha creato non poche polemich per la modella che è stata scelta. Ma non solo. Perché qualcuno ha visto in quel vestito una offesa al simbolo nazionale.

Tanto scalpore da arrivare pure in procura. In che senso? Un signore, tal Giulio Cozzani, si è infatti recato dai carabinieri di Buggiano per denunciare contro ignoti il reato di vilipendio alla bandiera. Ecco il testo della denuncia, riportata dalla Gazzetta di Modena: "In relazione al regolamento che ne disciplina l’uso (d.p.r. 7.4.2,n 121) - si legge - la bandiera viene sempre usata in modo dignitoso, non deve mai toccare il suolo né l’acqua; non deve essere portata sostenuta piatta o orizzontalmente, ma sempre in alto e libera di sventolare naturalmente; mai usata come copertura di tavoli o sedute o come qualsiasi tipo di drappeggio, né usata come involucro per qualsiasi oggetto da contenere trasportare o spedire. Il reato di vilipendio è stato dal sottoscritto rilevato dall’articolo apparso sulla Gazzetta di Modena del 29 maggio 2017 riferito alla visita del Capo dello Stato a Mirandola dove una ragazza indossa un vestito con i colori della bandiera italiana con strascico. Due sono i punti in cui si intravede reato di vilipendio: il tricolore non può essere usato come drappeggio; il tricolore viene trascinato per terra".

Ovviamente è arrivata immediata la risposta del direttore dell'Istituto Galileo Galilei, Milena Pradini: "L’iniziativa di realizzare il vestito con i colori della bandiera italiana è tutta interna all’istituto - dice - È un progetto didattico che abbiamo poi voluto mostrare durante la visita del Presidente Mattarella. Avevo dato disposizione che la nostra studentessa restasse all’interno del giardino scolastico, ma l’organizzazione ha voluto accompagnarla davanti ai fotografi nel momento dell’incontro con il Capo dello Stato. Per noi è motivo di grande soddisfazione, un segno di civiltà e integrazione e mai abbiamo pensato di “offendere” il tricolore". Ma ora i carabinieri dovranno decidere se esistono i presupposti per indagare la giovane modella.