La Buvette

Italia sotto attacco

Ultimi giorni prima delle elezioni: la Meloni nel mirino delle testate straniere

Italia sotto attacco

Cosa accade tra le stanze damascate dei palazzi della politica? Cosa si sussurrano i deputati tra un caffè e l'altro? A Roma non ci sono segreti, soprattutto a La Buvette. Un podcast settimanale per raccontare tutti i retroscena della politica. Gli accordi, i tradimenti e le giravolte dei leader fino ai più piccoli dei parlamentari pronti a tutto pur di non perdere il privilegio, la poltrona. Il potere. Ognuno gioca la propria partita, ma non tutti riescono a vincerla. A salvarsi saranno davvero in pochi, soprattutto dopo il taglio delle poltrone. Il gioco preferito? Fare fuori "l'altro". Il parlamento è il nuovo Squid Game.

La Buvette di Montecitorio è chiusa, ma non la nostra. Questa de ilGiornale.it resterà aperta, pronta a scoprire i nomi dei nuovi parlamentari che, da lunedì, dopo che li sceglieremo domenica nel segreto dell’urna occuperanno i seggi (dimezzati) in Parlamento.

Parola d’ordine delegittimare. Chi? Il centrodestra, ovvio. Mai la campagna elettorale italiana è stata al centro del dibattito europeo e non solo. Il rumore dell’urna è arrivato anche oltreoceano. Negli Stati Uniti. La manina più invadente è stata proprio la loro. Tutte quelle accuse sui Paesi finanziati da Mosca e i sospetti sull’Italia e i partiti di centrodestra poi caduti nel vuoto. Fuffa, rumore che, però, è servito alla sinistra. Finte notizie che hanno alimentato la campagna elettorale di Enrico Letta che non si è risparmiato. Una campagna elettorale giocata in difesa da parte del centrodestra continuamente sotto attacco straniero. Ma come mai tanto interesse nei confronti del nostro Paese e di chi lo guiderà? Giorgia Meloni si è data una risposta. (Ascolta il commento di Giorgia Meloni)

Le manine non sono mancate, soprattutto quelle dei tedeschi che, attraverso i giornali e l’Spd, il partito del cancelliere Olaf Scholz, hanno accusato la leader di Fratelli d’Italia: “è importante che vinca Letta e non la post fascista Meloni” hanno detto di fronte al segretario Dem volato a Berlino ad incassare il placet dei tedeschi. (Ascolta il commento di Giorgia Meloni)

Non è mancato neanche il commento del settimanale tedesco Stern che definisce la leader “veleno biondo” e afferma che sia “la donna più pericolosa d’Europa”. Ma l’elenco è lungo. E le manine a stelle e strisce non si sono mai fermate. Come quelle di Kissinger che, consegnando il premio a Mario Draghi come statista dell’anno, lo ha esortato a rimanere. A non abbandonare la politica. Ma sono gli altri a scegliere per noi? Tutte queste manine potranno mai condizionare il voto degli italiani?

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