L’armata Brancaleone attaccata con lo scotch

L'alleanza della sinistra: tutti insieme appassionatamente per sconfiggere il centrodestra

L’armata Brancaleone attaccata con lo scotch

Cosa accade tra le stanze damascate dei palazzi della politica? Cosa si sussurrano i deputati tra un caffè e l'altro? A Roma non ci sono segreti, soprattutto a La Buvette. Un podcast settimanale per raccontare tutti i retroscena della politica. Gli accordi, i tradimenti e le giravolte dei leader fino ai più piccoli dei parlamentari pronti a tutto pur di non perdere il privilegio, la poltrona. Il potere. Ognuno gioca la propria partita, ma non tutti riescono a vincerla. A salvarsi saranno davvero in pochi, soprattutto dopo il taglio delle poltrone. Il gioco preferito? Fare fuori "l'altro". Il parlamento è il nuovo Squid Game.

Letta, Calenda, Di Maio, Fratoianni, Bonelli. Ecco a voi l’armata Brancaleone. Sono attaccati con lo scotch, l’uno all’altro. Tutti insieme appassionatamente con l’obiettivo primario di assicurarsi un seggio in parlamento e poi per battere il centrodestra. Ma la coalizione rosa sembra tutt’altro che compatta. Anzi. Le divisioni pesano e, soprattutto, si vedono. “Ora che si sono spartiti i seggi va tutto bene. Calenda ha fatto il suo gioco e noi ci siamo piegati”. Ci dice una fonte interna al Pd.

In questa puntata de La Buvette ne parliamo con la senatrice Licia Ronzulli, molto vicina al presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi. “È una coalizione senza un comune denominatore dato da valori, da programmi. Sono insieme attaccati con la colla soltanto con l’obiettivo di provare a battere il centrodestra. Non ci sono nobili ideali dietro questa scelta. In alcuni casi solo la sopravvivenza, in altri l’irrilevanza, in altri ancora il posto fisso”.

Altro che futuro dell’Italia, l’ammucchiata capitanata da Letta che veste i panni di Brancaleone da Norcia pensa a sé e ai propri interessi. “Noi non abbiamo mai avuto paura di queste formazioni centriste, il centro siamo noi. È Forza Italia”. Assicura Ronzulli. Hanno imbarcato di tutto, da Luigi Di Maio che non volerà con la sua farfalla, ma con il Pd, per assicurarsi la poltrona in parlamento fino ai transfughi di Forza Italia come Mariastella Gelmini e Mara Carfagna.

Ma nessun timore. “L’effetto dei transfughi è pari a zero in termini elettorali. L’elettore di Forza Italia non potrà votare mai la Gelmini che siede oggi con il Partito Democratico. La scheda elettorale è molto chiara, il partito di Azione in cui Gelmini e Carfagna sono finite sta nel riquadro del Pd. Lo voglio vedere un elettore di centro, moderato, di Forza Italia che va a mettere una croce sull’accozzaglia a trazione Pd.”

Le poltrone sono poche come il tempo che ci separa da qui al 25 settembre. E la coalizione di centrosinistra ha dato in mano a Luigi Di Maio, il neo Taccone dell’armata Brancaleone, le insegne da issare alte verso il cielo. Peccato che siano vuote da ogni ideale e credo.

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