L'agguato, poi il caos: cosa è successo a San Siro

Gli ultras interisti, insieme a quelli di Nizza e Varese, avevano pianificato l'assalto ai supporter del Napoli

L'agguato, poi il caos: cosa è successo a San Siro

Un folle agguato, pianificato nei dettagli. I tifosi napoletani sono stati aggrediti da un centinaio di ultrà rivali nei pressi dello stadio San Siro. In seguito agli scontri è morto il tifoso del Varese Daniele Belardinelli.

Già, perché del Varese? Non solo gli interisti hanno partecipato all'aggressione. Insieme a loro c'erano ultrà proprio del Varese, curva storicamente alleata di quella nerazzura, e anche del Nizza. Come riporta il Corriere della Sera, i tifosi della Costa Azzurra avevano avuto recenti scontri con i partenopei. I supporter interisti pagheranno la violenza di ieri sera con la chiusura della curva fino a marzo e il divieto di trasferta per tutto il campionato. Tre tifosi sono già stati arrestati.

L'assalto a due kilometri dallo stadio

Il questore di Milano, Marcello Cardona, ha ricostruito così la vicenda: un gruppo di auto e pulmini che trasportava i tifosi del Napoli a San Siro si trovava all'angolo tra via Novara e e via Fratelli Zoia, a circa due kilometri dallo stadio. La polizia li attendeva poche centinaia di metri più avanti per scortarli fin nel piazzale. Ma i rivali si erano preparati: sono sbucati da una via laterale, quasi tutti incappucciati, e hanno assalito i mezzi con spranghe, mazze da baseball e coltelli. Quattro supporter azzurri sono stati colpiti con armi da taglio: tre di loro sono stati medicati sul posto mentre uno è stato trasportato in codice giallo all'ospedale Sacco con una ferita allo stomaco.

Un suv colpisce Belardinelli

Nel parapiglia, molte vetture invadono la corsia opposta e fuggono contromano. Secondo le prime ricostruzioni, questo fuggi fuggi disordinato è stato fatale a Daniele Belardinelli. Il 35enne, membro del gruppo varesino "Blood Honour", sarebbe stato travolto proprio da una vettura che scappava dagli scontri. Un suv scuro, dicono i testimoni. Ma la polizia non è ancora riuscita a individuare il numero di targa del mezzo che ha colpito Belardinelli, e il questore ha detto che il conducente potrebbe non essersi nemmeno accorto di aver investito un uomo. "Non sappiamo ancora chi era alla guida, se gente di Napoli o di Milano", precisa Cardona.

La corsa inutile al San Carlo

A questo punto gli scontri proseguono, ma qualcuno tra i tifosi del Napoli vede che c'è un uomo esanime. "Cosa fate, non vedete che c'è uno a terra?", avrebbe gridato un partenopeo. Alcuni nerazzurri si fermano e notano che le condizioni di Belardinelli sono molto gravi. Lo caricano su un'auto e corrono all'ospedale San Carlo, lo abbandonano lì e poi fuggono. I medici provano disperatamente a intervenire per medicare le lesioni gravi alla milza, all’aorta toracica e addominale e diverse fratture tra cui quella al femore. Ma non c'è nulla da fare e intorno alle 4.30 del mattino l'ultrà del Varese muore.

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