Lecce, sequestrano donna disabile per incassarne la pensione

Un'avvocatessa e il suo compagno sequestrano una donna con problemi psichici per gestirne la pensione di invalidità

Lecce, sequestrano donna disabile per incassarne la pensione

Un'avvocatessa di 47 anni e il suo compagno di 48 anni, dopo aver sequestrato dall'ospedale Vito Fazzi di Lecce una donna affetta da disturbi psichiatrici, l'hanno poi rinchiusa in diverse abitazioni di loro proprietà. L'assurdo gesto contemplava un unico fine: acquisire la gestione della pensione di invalidità e l'indennità di accompagnamento.

A denunciare la scomparsa, l'avvocato e l'amministratrice di sostegno della vittima. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Maria Rosaria Micucci hanno portato alla luce il piano della coppia. La perseguitata è stata tenuta al freddo e privata altresì delle elementari condizioni igieniche. Le uscite erano consentite solo con l'accompagnamento di uno dei due carcerieri e per soddisfare le loro richieste.

Dall'inchiesta sono emersi altri particolari agghiaccianti. I legali hanno obbligato la donna a fornire agli inquirenti versioni dei fatti totalmente distorte. Nel sequestro è stato coinvolto anche il padre della vittima a cui l'avvocatessa ha chiesto una somma ingente di denaro come parcella per i servizi resi, pena il pignoramento della casa.

Gli agenti della Squadra Mobile di Lecce hanno messo agli arresti domiciliari gli aguzzini. Molteplici i capi d'accusa: sottrazione, abbandono, sequestro di persona e circonvenzione di incapace. A loro, come ai famigliari della donna coinvolti in questa triste storia, è stato imposto il divieto di avvicinamento e di comunicazione con la stessa.