L'eurobidone sugli immigrati

Il 23 settembre l'accordo farsa sulla ridistribuzione automatica e non più volontaria. Ma alla fine ce li terremo tutti noi

L'eurobidone sugli immigrati

I giallorossi sono appena arrivati, ma siamo già al primo record sul fronte degli sbarchi. A metà settembre sono arrivati in Italia 998 migranti rispetto ai 947 di tutto il mese nel 2018. Solo nel fine settimana ne sono sbarcati oltre 200, compresi gli 82 della Ocean Viking. Oltre all'inversione a U sui porti chiusi ci beccheremo pure il bidone europeo con la ridistribuzione lenta e di facciata, che era già in corso con il precedente governo.

Barchini e barconi stanno ripartendo a raffica da Tunisia e Libia non solo perché ci si avvicina all'inverno, che rende estremamente ardua la traversata. Dall'altra parte del Mare Nostrum i trafficanti seguono le vicende politiche italiane. E quando si accorgono che la linea delle fermezza comincia a cedere ne approfittano, sfruttando i talebani dell'accoglienza delle Ong sempre pronte a raccattare migranti o lanciando barchini in autonomia.

Il bello è che nessuna delle navi dei buonisti per eccellenza è certificata per il salvataggio, ma le organizzazioni non governative se ne fregano, giustificandosi con il solito imperativo umanitario al di sopra di ogni legge e regolamento.

I grillini si agitano, spiegando che non è cambiato nulla rispetto alla linea dei porti chiusi e che a breve si risolverà tutto con un grande accordo europeo. In realtà si sta profilando l'ennesimo bidone. Il ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer, fa il furbetto annunciando che la Germania negli ultimi dodici mesi ha accolto 561 migranti dall'Italia. Grazie, ma si tratta di un misero 6% rispetto ai quasi 9.200 sbarchi dello stesso periodo.

Il 23 settembre a La Valletta alcuni ministri Ue dovrebbero accordarsi sulla ridistribuzione automatica e non più volontaria, come è avvenuto fino ad oggi, di volta in volta. Peccato che Italia e Malta chiedono automatismo, tempi massimi di 30 giorni e penali, ma Germania e Francia vogliono accogliere solo i migranti che hanno diritto all'asilo. Una minoranza e nel frattempo ce li teniamo tutti noi.

I riflettori sono accesi sul fronte del mare e passa in secondo piano quello terrestre. Da gennaio sono stati intercettati in Friuli-Venezia Giulia o si sono presentati negli uffici di polizia oltre 5mila migranti arrivati dalla Bosnia lungo la rotta balcanica. Gli sloveni, però, nell'ultima tappa prima dell'Italia, ne hanno già fermati oltre diecimila, ben più di tutto il 2018. I vicini europei hanno fatto da «scudo» senza vergognarsi minimamente di schierare l'esercito e il filo spinato al confine con la Croazia. Noi non abbiamo nemmeno il coraggio di mantenere i porti chiusi.

Commenti