Coronavirus, il presidente Locatelli: "Via ai test sierologici. L'immunità dura mesi"

Il numero uno del Consiglio superiore di sanità spiega che grazie a questi esami scopriremo le differenze di positività per età, territorio e categorie professionali

Coronavirus, il presidente Locatelli: "Via ai test sierologici. L'immunità dura mesi"

Il ministero della Salute e il Comitato sono al lavoro per validare nel più breve tempo possibile i test sierologici e consentirne poi una solida applicazione sul territorio nazionale”. Parola di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. Il professore spiega che l’obiettivo è iniziare gli studi prima possibile per definire la circolazione del coronavirus. Poi parla anche dell’immunità. “Possiamo ipotizzare - prosegue l’esperto - che la risposta immune al virus duri almeno per alcuni mesi e sia protettiva rispetto al rischio di ulteriori infezioni”. A tal proposito, Locatelli ribadisce che i dati sono pochi e non consentono di rispondere in modo certo.

I test

I test potranno quindi scoprire quanti italiani siano stati contagiati inavvertitamente dal Covid-19. “È importante - precisa membro del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile - definire accuratamente la validità dei test, cioè la loro sensibilità e la loro specificità, per non incorrere in risultati inaffidabili, cioè evitare i cosiddetti falsi positivi e negativi”. Locatelli spiega che uno studio di questo tipo esteso a tutti i cittadini italiani potrebbe fornire le differenze di sieroprevalenza in base a determinati criteri come territorio, fasce di età, genere e professione. Si avrà dunque la possibilità di capire in modo più preciso le caratteristiche epidemiologiche e si avranno informazioni importanti per comprendere la diffusione dell’epidemia. Nei test verranno compresi anche i soggetti asintomatici, “che siano comunque venuti in contatto con il virus sviluppando una risposta di anticorpi”, specifica il professore. In un'intervista a Repubblica, Locatelli afferma che il tasso di sieroprevalenza potrebbe essere molto differente tra le regioni in quanto quelle maggiormente colpite dal Covid-19 potrebbero avere percentuali più alte.

Come detto, il presidente del Consiglio superiore di sanità si augura che i test inizino quanto prima. “Confidiamo che questo obiettivo possa essere raggiunto a breve - prosegue - una volta validati i test diagnostici e definito il programma di attuazione operativa della conduzione di queste indagini”.

Il professore ricorda che ci sono numerosi esami per individuare una risposta di anticorpi al Covid-19. Poi ribadisce che il campione da sperimentare è influenzato da molte variabili. "Se poi le informazioni si vorranno utilizzare per politiche future di graduale e prudente allentamento delle misure d'isolamento - conclude Locatelli - bisognerà tenere conto del settore di attività economica, limitatamente alle forze lavoro".