L'ombra della darknet dietro il suicidio a Parigi dello studente di Ventimiglia

“Un altro fratello incel ‘ucciso’ dalle donne. Riposa in pace”. E poi: “Riposa in pace, fratello incel”. Due frasi che, a prima vista, passano inosservate e che invece nascondono inquietanti retroscena

L'ombra della darknet dietro il suicidio a Parigi dello studente di Ventimiglia

“Un altro fratello incel ‘ucciso’ dalle donne. Riposa in pace”. E poi: “Riposa in pace, fratello incel”. Due frasi che, a prima vista, passano inosservate e che invece nascondono inquietanti retroscena sulla morte di Alessio Vinci, lo studente ventimigliese di 18 anni, iscritto al primo di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Torino, che è stato trovato cadavere in un cantiere di Parigi, dopo un volo di quarantacinque metri da una gru.

Suicidio? Secondo gli inquirenti questa è l’ipotesi più probabile, ma non si escludono risvolti sconvolgenti, ad esempio l’istigazione al suicidio, da parte di sette o gruppi che si incontrano nella darknet, il sottobosco di internet, il cui accesso è consentito soltanto a "referenziati".

I due commenti, trovati a corredo di una foto pubblicata sul profilo Instagram della vittima, infatti, si riferiscono all’acronimo “incel”, coniato negli anni Novanta del secolo scorso e che sta per “Involuntary Celibates” ovvero “Celibi involontari”, riferito a quegli uomini che si sentono incapaci di avere rapporti sessuali e che generalmente ne incolpano le donne. Il termine “fratello”, poi, fa pensare a qualche gruppo ristretto di persone accumunate dallo stesso destino. La morte del giovane studente resta così avvolta dal mistero e bisognerà attendere l’esito dell’esame autoptico per chiarire alcuni contorni.

Non meno evidente è il legame con la “blu whale”, la tragica “roulette russa”, in cui cascano numerosi adolescenti, che consiste nel dar prova del proprio coraggio avventurandosi in prove estreme, che spesso si concludono con la morte del ragazzo. Una di queste, ad esempio, è salire su un gru.

Il mistero di Alessio lo potrà svelare soltanto l’attento esame del suo telefono e di altri dispositivi informatici nella sua disponibilità. L’ipotesi di un suicidio per motivi economici - lo manteneva il nonno con una pensione minima - sembra pian piano perdere terreno. Anche per il fatto che con l’intelligenza che lo contraddistingueva, avrebbe potuto lavorare e studiare o attendere qualche anno prima di laurearsi, sistemandosi così per tutta la vita.

Commenti