Macerata, licenziata ostetrica che rifiutava di vaccinarsi

Un'ostetrica dell'ospedale di Macerata è stata licenziata per essersi ripetutamente rifiutata di sottoporsi alle vaccinazioni, nonostante queste fossero un requisito obbligatorio al fine di svolgere la sua professione

Macerata, licenziata ostetrica che rifiutava di vaccinarsi

Arriva dalle Marche un nuovo capitolo della lunga battaglia tra Stato ed antivaccinisti. Un'ostetrica dell'ospedale di Macerata è stata infatti licenziata per aver rifiutato numerose volte di sottoporsi alle vaccinazioni, malgrado queste fossero necessarie al fine di svolgere la sua professione. Il caso, come riporta il Corriere Adriatico, sarebbe il primo in Italia in cui viene applicata la recente norma che dispone il licenziamento degli operatori socio sanitari in caso di mancato adempimento degli obblighi lavorativi, che nell'episodio in questione riguarderebbero proprio il trattamento vaccinale obbligatorio a cui si devono sottoporre coloro che operano presso reparti ospedalieri a rischio. Stando inoltre a quanto raccontato dal direttore generale dell'Area Vasta 3 dell'Asur (Azienda Sanitaria Unica Regionale) Alessandro Maccioni, che ha firmato la lettera di licenziamento per giusta causa e senza preavviso, si era anche cercato di attuare un'operazione di convincimento nei confronti dell'ostetrica, che purtroppo però non è andata a buon fine visto il persistente rifiuto a vaccinarsi di quest'ultima: "Dispiace che sia andata a finire così, né io né i miei collaboratori siano contenti quando si firma un provvedimento del genere, ma la storia andava avanti da mesi, più volte ci sono stati incontri e colloqui." - aggiungendo - "La determina doveva essere firmata un mese fa, poi abbiamo deciso di aspettare altri 20 giorni".

Maccioni ha poi citato il percorso legislativo fatto dalla Regione Marche e dallo Stato italiano per adeguarsi in merito alla normativa internazionale sulle vaccinazioni, iniziato con il decreto legge 81/2008 che regola la sicurezza sui posti di lavoro e proseguito con la legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure in sanità, la legge 119/2017 sulle disposizioni in materia di prevenzione vaccinale e con la Carta di Pisa delle vaccinazioni per operatori sanitari. Inoltre, uno studio eseguito lo scorso anno proprio da Asur Marche ha rilevato come le situazioni maggiormente a rischio di contagio da agenti biologici siano quelle di triage, pronto soccorso e attività di 118, sale operatorie, sale parto, reparti di dialisi, unità operative di diagnosi e di cura, prelievi ematici o sede di particolari esami endoscopici. Ciò ha portato alla redazione di una lista di reparti ospedalieri in cui la presenza di agenti biologici è considerata inaccettabile, e cioè: oncologia, hospice, ematologia, neonatologia, ostetricia, pediatria, rianimazione e terapia intensiva, medicina d’accettazione e d’urgenza e cure domiciliari.

Successivamente sono stati menzionati dal direttore Maccioni anche i monitoraggi effettuati nell'ultimo periodo dalla Regione Marche allo scopo di verificare l'effettiva immunizzazione vaccinale degli operatori sanitari, i quali hanno permesso di individuare l'ostetrica incriminata: "La nostra linea è di far rispettare questo obbligo, siamo disposti a dare flessibilità sui tempi. Ma l'obbligo va rispettato".

A commentare la vicenda e poi giunto anche Roberto Burioni, noto sui media per la sua lotta contro i cosiddetti no-vax e a favore della corretta informazione scientifica, che sulla sua pagina Facebook dichiara: "Un sanitario che rifiuta le vaccinazioni secondo me non solo è un ignorante non scusabile, ma è qualcosa di vicinissimo a un criminale. La presenza di una persona non vaccinata in un reparto come quello dove si seguono le donne gravide e dove si partorisce è come avere un fiammifero acceso dentro un deposito di benzina." - aggiungendo - "Tollerare la presenza di un'ostetrica non vaccinata dentro un reparto ospedaliero è come tollerare che a guidare un autobus sia un autista completamente ubriaco. Entrambi a causa di un comportamento folle e sconsiderato mettono in pericolo loro stessi e la vita degli altri. Entrambi devono essere cacciati per difendere la sicurezza di persone innocenti".

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