Mogherini rettore del Collegio di Bruges. Ma i colleghi non ci stanno

Federica Mogherini sarà nominata rettore del Collegio d'Europa di Bruges. Decine di professori, però, contestano la decisione lamentando poca trasparenza nella scelta

Mogherini rettore del Collegio di Bruges. Ma i colleghi non ci stanno

A meno di clamorose sorprese dell’ultimo minuto, oggi Federica Mogherini, ex Alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell'Ue, sarà nominata rettore del Collegio d'Europa di Bruges.

La notizia della possibile nomina dell’italiana era già stata resa pubblica nelle settimane scorse dal quotidiano della sinistra francese Libération che in un articolo aveva spiegato la situazione con un titolo ad effetto: "L'Unione europea si prende cura dei suoi ex dirigenti".

Come oggi spiega il Corriere della Sera, per l'incarico definitivo la Mogherini dovrà aspettare la conferma da parte del consiglio di amministrazione, presieduto dall'ex premier belga ed ex presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, che dovrebbe arrivare in giugno.

Mogherini sarà, così, la prima donna a diventare rettore di questo istituto prestigioso per gli studi europei post universitari che ha sede a Bruges e a Varsavia. Il Collegio, fondato nel 1949 su iniziativa di Salvador de Madariaga, Winston Churchill, Alcide De Gasperi e Paul-Henri Spaak, è una fondazione privata e ha lo scopo di formare la futura classe dirigente europea e di lavorare sull'integrazione.

Libération, nel suo pezzo a firma di Jean Quatremer, aveva ricordato che, in base allo statuto, il rettore del Collegio deve possedere "qualità accademiche di sostanza nel campo degli studi europei, una esperienza provata nell'amministrazione e gestione di una struttura accademica di una certa complessità come pure di essere in grado di combinare la ricerca dell'eccellenza accademica a livello internazionale con una sana gestione del budget". Per questo la figura della Mogherini ha suscitato qualche perplessità. Jon Worth, visiting professor a Bruges, in un post del 27 aprile scorso ha sollevato la questione, finita anche sulla stampa francese e su Politico, del modo di selezione e dei titoli dell’ex capo della diplomazia europea.

L’italiana, infatti, ha una laurea in Scienze politiche più phd e, oltre ad essere stata Alto rappresentante per gli Affari esteri dell'Ue ma non ha alle spalle una carriera accademica. Ieri Worth, che ha raccolto una quarantina di firme per protesta, è tornato sulla questione con un nuovo post in cui lamenta poca trasparenza da parte del Collegio.

Il Corriere della Sera ricorda che la Mogherini dallo scorso gennaio è visiting professor a Bruges e ora sta terminando il suo corso su "Diplomazia europea e la nuova geopolitica" e facendo gli esami. L' offerta di insegnare a Bruges era arrivata l'estate scorsa. Prima di accettare, però, l’ex assistente di Walter Veltroni ha dovuto chiedere l'autorizzazione al Collegio dei Commissari. Questo organo ha il compito di valutare eventuali conflitti di interessi degli ex componenti dell'esecutivo europeo nell'assumere nuovi incarichi una volta terminato il mandato. Dopo le verifiche del caso, per la Mogherini è arrivato l’ok. Contestualmente a Bruges era iniziata la ricerca del nuovo rettore del Collegio d’Europa. Nessuno dei candidati selezionati aveva soddisfatto gli esaminatori durante i colloqui. E così un Search Committee per l'individuazione di ulteriori figure idonee a ricoprire il ruolo ha sondato la disponibilità di Mogherini. Anche in questo caso era necessario prima chiedere l'autorizzazione. Autorizzazione che è arrivata a fine aprile.

A quel punto è scoppiato il caso. Nel frattempo la Commissione ha chiesto al consiglio di amministrazione del Collegio ulteriori informazioni sul ruolo del rettore nelle domande di finanziamenti, dato che la fondazione riceve anche fondi europei. Il presidente Van Rompuy ha risposto in modo dettagliato e ha escluso anche in questo caso il conflitto di interessi. Tutto bene per la Mogherini, insomma.

Nell’articolo pubblicato su Libération, Quatremer ha ricordato che il cda dell'università belga è presieduto dall'ex presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e che il Collegio è finanziato al 50% dalla Commissione che versa 12 milioni di euro l'anno (il resto è coperto da Belgio e la Polonia). Libération precisa che, per prevenire critiche circa possibili conflitti di interesse, il Comitato etico della Ue ha deciso che il nuovo rettore non possa essere coinvolto nelle richieste di sovvenzioni europee.

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