Muore un angelo di Rigopiano. Ucciso dalla fatica per i soccorsi

Un altro dramma in Abruzzo: Andrea Pietrolungo, tecnico speleologico di 39 anni, è morto di infarto. Per giorni lavorò ai soccorsi al Rigopiano

Muore un angelo di Rigopiano. Ucciso dalla fatica per i soccorsi

Un nuovo dramma investe l'Abruzzo. È morto uno degli "angeli del Rigopiano", i soccorritori che per giorni hanno scavato sotto la neve per salvare quante più vite possibili sommerse dalla valanga del Gran Sasso. Andrea Pietrolungo, tecnico speleologico di 39 anni, è deceduto nella mattina di ieri dopo essere stato colpito da un infarto.

Pietrolungo era anche il direttore della scuola regionale Speleologica ed è stato lui a guidare e coordinare gli elicotteri dei soccorsi durante l'intera emergenza neve che a gennaio ha piegato l'Abruzzo. A quanto emerge dalle prime informazioni, come riporta il Corriere, ad ucciderlo sarebbero stati proprio gli sforzi profusi durante le operazioni di salvataggio al Rigopiano. "Il suo cuore non ha retto al freddo - scrive il quotidiano di via Solferino -, alla fatica e alle tante emozioni di queste settimane: aveva dolori alle ossa, pensava ad una banale influenza e invece un infarto lo ha colpito la mattina del 31 gennaio e ogni soccorso è stato inutile".

La morte di Pietrolungo si aggiunge a quella degli operatori del soccorso che il 24 gennaio sono schiantati a Campo Felice con un elicottero del 118. Su Facebook si è diffusa la notizia della morte dell'angelo del Rigopiano e sono numerosi i messaggi di cordoglio. "Ciao Andrea, angelo del soccorso, umano eroe. In un Paese dove troppi vogliono tutto per se stessi, tu hai donato tutto te stesso per gli altri", scrive qualcuno. "Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo esprime profondo rammarico e commozione per la prematura scomparsa del tecnico speleo", scrive invece il CNSAS in una nota.