Naufragio a Lampedusa, Open Arms: "Colpevole omissione dell'Ue"

In una conferenza stampa il fondatore di Open Arms a Badalona commenta il nuovo naufragio a Lampedusa e punta il dito contro l'Europa: "Omissione di soccorso". E intanto dall'ong si fa presente che Malta avrebbe voluto lasciare all'Italia l'onere di un altro salvataggio

Naufragio a Lampedusa, Open Arms: "Colpevole omissione dell'Ue"

Subito dopo la tragedia di Lampedusa, da Badalona arrivano i commenti di Oscar Camps: lui, fondatore dell’ong spagnola Open Arms, nella cittadina catalana organizza una conferenza stampa in merito proprio a quanto accaduto a largo delle coste lampedusane.

Ed il dito è puntato, in primis, su quella che definisce come “omissione di soccorso consapevole e sistematizzata da parte degli Stati Ue”. Secondo Camps, quanto sta accadendo nel Mediterraneo centrale è “vergognoso”, parlando quindi di vera e propria omissione da parte di tutti i governi europei.

La Open Arms, che con il suo omonimo mezzo riprende da pochi giorni la navigazione dopo più di un mese in cui la nave viene trattenuta in porto tra sequestri e fermi amministrativi, in questo momento ha a bordo circa 40 persone recuperate nelle scorse ore. Si tratta di un’operazione compiuta nelle stesse ore in cui a Lampedusa si consuma il naufragio.

E per parlare di omissione di soccorso, Camps cita come esempio proprio l’esperienza vissuta la scorsa notte dai membri di Open Arms: “Ieri sera l'Open Arms si trovava in zona Sar maltese, dopo essere partita dal porto di Siracusa per la sua sessantasettesima missione – dichiara Camps in conferenza stampa, come riporta l’AdnKronos – Ci siamo accorti che almeno 3 assetti aerei stavano sorvolando una zona più a Nord e abbiamo capito che stava accadendo qualcosa”.

A quel punto, come afferma lo stesso Camps, la Open Arms poco più a nord trova l’imbarcazione di legno in difficoltà con i circa quaranta migranti a bordo: “Da Malta – denuncia il fondatore dell’ong spagnola – arriva l'indicazione sconcertante di non intervenire e di lasciare che l'imbarcazione raggiunga in autonomia le coste italiane”.

Stando dunque al racconto di Camps, La Valletta avrebbe nuovamente scaricato il problema all’Italia, proprio come accaduto sul finire della scorsa settimana. In quell'occasione, un’imbarcazione dopo diverse ore dall’allerta lanciata mentre si trova in acque maltesi, viene raggiunta da una motovedetta della Guardia Costiera italiana.

Peraltro, per quanto riguarda quell'episodio, vige anche il sospetto che le nostre autorità siano costrette ad intervenire anche in acque di competenza maltese.

Camps prosegue poi nel suo racconto, parlando dell’inerzia maltese che costringe la Open Arms, per via anche del sopraggiungere di un temporale, ad intervenire dopo alcune ore dall'avvistamento dell'imbarcazione e di far salire a bordo i 40 migranti che si trovano in quel momento ancora sul mezzo in difficoltà.

E adesso, lasciano intendere dalla Open Arms ma questa volta via Twitter, si cerca un porto in cui far sbarcare i migranti.

La nave, ancora una volta potrebbe puntare l’Italia visto che, sempre da Malta, non arrivano notizie positive: “Peggiorano le condizioni del mare e a bordo Open Arms tutto si complica – si legge in un Tweet di Open Arms – Continuiamo a non avere notizie dalle autorità maltesi e tutte le persone soccorse hanno bisogno di un porto sicuro in cui sbarcare”.

Da Malta, probabilmente, sanno già che il problema sarà fra non molto tutto italiano.

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