Nomade incinta a 13 anni viene portata in comunità. Il fidanzato la rivuole

L'adolescente partorirà un bambino tra poco più di un mese. Prima era stata ricoverata in ospedale per delle visite e poi è stata trasferita dai servizi sociali in una struttura protetta. È successo in provincia di Padova

Tra poco più di un mese diventerà mamma, a soli 13 anni. Prima è stata ricoverata in ospedale per fare dei controlli legati alla gravidanza e poi i servizi sociali l’hanno trasferita in una struttura protetta. Protagonista del caso un’adolescente che fa parte di una famiglia di nomadi Sinti, la quale si sposta tra la zona di Bassano e quella di Cittadella.

Come riporta Il Gazzettino, la ragazza dovrebbe dare alla luce un bambino il 16 novembre. Dopo essere stata portata in comunità, i genitori e il fidanzato hanno raccontato di non essere stati informati del trasferimento e quindi hanno deciso di rivolgersi a un avvocato di Treviso. Nel frattempo i carabinieri sono stati avvisati della vicenda e hanno cominciato le indagini per capire nel dettaglio quanto accaduto. Secondo le prime ricostruzioni, a fine settembre l’adolescente era stata trattenuta in ospedale per fare delle visite, poi si era allontanata volontariamente dal nosocomio ma i familiari l’avevano riportata in reparto per eseguire i controlli. Venerdì scorso è stata quindi spostata in una struttura protetta.

Siamo Sinti e abbiamo delle regole diverse rispetto a voi - dice il fidanzato di 32 anni - Nella nostra cultura rimanere incinta a quell’età è la normalità”. Il compagno ha raccontato che quando è andato all’ospedale con i genitori della fidanzata non ha trovato la ragazzina e non ha saputo i motivi per cui è stata trasferita in un’altra struttura. Il fidanzato teme “che qualcuno le possa far pensare che io e che i genitori non le vogliamo più bene, non vorrei le facessero il lavaggio del cervello perché temono che sia successo qualche cosa essendo giovane e incinta”.

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Commenti
Ritratto di apasque

apasque

Gio, 10/10/2019 - 12:23

Ma quella tredicenne ed il relativo sinti sono italiani? Ed in Italia quanto successo non è reato di pedofilia? Sinceramente non capisco. Da quando sul territorio italiano una legge vale per l'uno e per l'atro no?

munsal54

Gio, 10/10/2019 - 12:58

In questa martoriata Italia, leggi e regole civili, valgono solo per gli italiani autoctoni, per tutti quelli di altre etnie (anche se con cittadinanza acquisita) le leggi e le regole vengono superate e spesso offese e vilipese, cosi succede che assassini, torturatori, stupratori e pedofili (come nello specifico) vengono compatiti,perdonati, assolti e "capiti" da una società del politicamente corretto (?) diventata troppo buonista ed ipocrita e da una magistratura sempre più rossa (anche dalla vergogna).